Crack Bpvi, 5000 ammessi al processo: chiesti 400 milioni di euro

Si è svolta ieri l'udienza preliminare del processo sull'istituto di credito. Tra i grandi esclusi dal giudice l'associazione "Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza"

Oltre 400 milioni di euro. È questo l'importo complessivo chiesto sabato durante l'udienza preliminare del processo sul crack della Popolare di Vicenza. La richiesta di danni è stata avanzata da alcuni legali delle parti civili verso gli ex vertici dell'istituto di credito (escluso l'ex direttore generale Sorato la cui posizione è rimandata al 20 settembre per motivi di salute). Il sequesto conservativo più cospicuo agli imputati e ai loro famigliari è arrivata dall'avvocato Sergio Calvetti che rappresenta 2400 ex soci della BPVi.

Sono state circa 5 mila le parti civili ammesse al processo. Tra i grandi esclusi l'associazione "Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza" perché - ha spiegato il giudice Venditti - si è costituita dopo l'apertura dell'inchiesta da parte della procura.

Fuori dal dibattimento anche l'Unione nazionale consumatori, il Comitato regionale del Veneto dell'unione nazionale consumatori, il  Comune di Schio, il Movimento difesa del cittadino del Friuli Venezia Giulia e la Camera di Commercio di Padova. Bankitalia è invece stata ammessa, sollevando proteste da parte degli avvocati delle parti offese in quanto la posizione di controllore della banca centrale è stata fortemente messa in dubbio. 

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