Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola: approvato il Bilancio 2019 con più di 9 milioni di utile netto

Il presidente Sasso: «Risultati positivi, per far fronte all’emergenza economica e realizzare il progetto di fusione con Credito Trevigiano» 

La sede della banca

«Il 2019 è stato un anno positivo: tutti gli indicatori che riassumono la situazione economica e patrimoniale della Cassa ne confermano solidità e produttività e ci permettono di affrontare il delicato momento che stiamo vivendo con fiducia, sostenendo le famiglie e le imprese del territorio».

Con queste parole il Presidente della Cassa Rurale ed Artigiana di Brendola, Gianfranco Sasso, ha concluso l’Assemblea dei Soci per l’approvazione del Bilancio 2019, che si è tenuta lo scorso 15 giugno presso la sede della banca, in modalità “virtuale”. Per la prima volta nella storia della banca, l’assemblea si è svolta senza la presenza dei soci, che hanno conferito la delega e le istruzioni di voto al Rappresentante designato, il notaio Antonio D’Urso. Una misura straordinaria, adottata a causa dell’emergenza sanitaria ancora in corso, per dare priorità alla sicurezza. 

«Nel 2019 il Patrimonio Netto ha raggiunto i 150 milioni, con un Cet1, l’indice che esprime la solidità della Cassa, che si attesta al 18,28% - così il Direttore, Giampietro Guarda, ha illustrato i dati del bilancio - L’utile netto di esercizio passa da 8,3 a 9,3 milioni di euro, mentre, tra gli indici più significativi, l’NPL ratio si attesta al 10,6% in calo di circa tre punti rispetto all’esercizio precedente e la copertura delle partite anomale raggiunge il 65,2%, uno dei migliori risultati nel sistema bancario italiano».

«Con questi risultati potremo affrontare la crisi economica preparati – ha commentato il Presidente Sasso – e dare il sostegno alle imprese per la ripartenza. Il nostro obiettivo in questi mesi è stato quello di gestire al meglio le richieste di sospensione dei mutui e dei nuovi finanziamenti a sostegno della liquidità, erogati per circa 15 milioni di euro. Allo stesso tempo, il nostro impegno si è focalizzato nel garantire quotidianamente i servizi bancari, potenziando i canali della digitalizzazione: internet banking, sportelli automatici, videoconferenze e smartworking.  E’ stata un’accelerazione verso il cambiamento, introdotto in banca già da qualche anno e concretizzatosi molto bene nel 2019».

La sicurezza e il sostegno a chi era impegnato in prima linea a combattere il virus sono state le priorità nei giorni del lockdown: «Fin da subito, la nostra attenzione è stata rivolta ad approntare tutte le misure di sicurezza necessarie per i collaboratori e i clienti, senza mai chiudere uno sportello – ha raccontato Sasso – ma anche ad assicurare il sostegno finanziario alla sanità, partecipando alla donazione di 100.000 euro per la Fondazione San Bortolo, con le altre BCC della provincia di Vicenza, e sostenendo l’attività della Croce Rossa nell’assistenza domiciliare ai pazienti positivi al virus».

Donazioni che si aggiungono alla somma che ogni anno la Cassa destina, con più di 400 interventi, al Terzo Settore: volontariato, sport, scuola e cultura, i fautori di quel “bene comune” che è la mission del Credito Cooperativo. Qualche giorno prima dell’Assemblea, è arrivato anche il via libera della Banca Centrale Europea al progetto di fusione con Credito Trevigiano, altra realtà del Gruppo bancario Cooperativo Iccrea. 

«Il nuovo istituto si chiamerà Banca delle Terre Venete e sarà la prima banca del Gruppo Iccrea nella nostra regione, con un totale di 3,3 miliardi di euro, una massa amministrata di 5,2 miliardi e un Patrimonio netto di 250 milioni – così Sasso ha annunciato la fusione - C’è molto entusiasmo in questa operazione, perché è sviluppata su un Piano Industriale importante che ha l’obiettivo di creare una banca di riferimento, solida ed efficiente, in grado di affrontare la competitività del mondo bancario e le sfide di uno scenario economico alquanto incerto»

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Banca delle Terre Venete opererà nell’area più produttiva del Nordest per accompagnare le imprese nella ripartenza e nella crescita, in particolare verso processi di internazionalizzazione, sostenendo in tal modo il lavoro e le famiglie del territorio. Nel mese di settembre i soci saranno chiamati al voto, in assemblea straordinaria, che sarà preceduta da incontri nel territorio, finora rimandati a causa del corona virus. «Ai 14.000 soci e ai 120.000 clienti della nuova Banca delle Terre Venete – ha aggiunto Sasso - deve giungere il messaggio che non potremo mai dimenticare i nostri valori fondanti, che da sempre hanno caratterizzato le due banche - solidarietà, bene comune, valore sociale - perché sono nel nostro DNA, nel nostro modello di banca orientata alla responsabilità sociale d’impresa. Il nome stesso, Banca delle Terre Venete, ricorda quanto sia importante la terra, il lavoro e il sostentamento che da essa traevano i nostri padri fondatori. La storia della Cassa Rurale di Brendola e della BCC di Campiglia dei Berici, incorporata nel 2014, continuerà con nuova forza e nuovi obiettivi, sempre per il bene dei nostri territori». 

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