Addio Malo, la Belfe trasloca tutta la produzione in Bulgaria

Sono 55 i lavoratori della storica impresa d'abbigliamento che dovranno affrontare cassa integrazione prima e mobilità poi. In questi giorni la direzione sta concludendo gli accordi con i sindacati

Rimarrà solo un ufficio commerciale a testimoniare una delle pagine più gloriose del tessile vicentino e italiano: in questo giorni la società Cionti srl, proprietaria del marchio Belfe, sta concludendo gli accordi sindacali per chiudere lo stabilimento di Malo (foto), dove lavorano 55 persone. Per loro ci sarà la cassa integrazione e poi la mobilità.

Il cuore produttivo dell'azienda è ormai concentrato in Bulgaria mentre verrà rafforzata la sede commerciale di Milano.

La Belfe, nata a Marostica 90 anni fa, ha legato strettamente il suo nome con il territorio berico: storica la firma dell'abbigliamento di Compagnoni e Lacedelli durante la conquista del K2. La cessione del marchio da parte della famiglia ha dato inizio a un progressivo declino della presenza dell'impresa a Vicenza e in Italia.

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