Bassano, Confesercenti contro il centro commerciale

I commercianti protestanto contro l'ennesimo centro commerciale a ridosso del centro: "Si mette in crisi il sistema città"

Non nasconde la propria amarezza il Presidente della Confesercent di Bassano e Vicepresidente della Confesercent del Centro Veneto , Flavio Convento: “ da anni stamo lavorando per valorizzare lo stupendo centro storico della nostra città in piena sintonia e collaborazione con l’Amministrazione Comunale.

“ E’ evidente quindi l’amarezza di noi commerciant nel prendere atto della decisione dell’intero Consiglio Comunale di autorizzare una struttura commerciale di grande distribuzione a ridosso del centro storico. Io non voglio entrare sulla questone viabilità , che può trovare decine di sfumature quello che è certo che una strututra commerciale a ridosso del centro storico avrà sicuramente una sua capacità di attrazione anche di consumatori che non acquistano nel centro storico ma, tutte le esperienze maturate, dimostrano come queste struture attraggono al massimo il 30% della loro clientela da fuori mentre almeno il 50% spostano (per comodità di accessibilità e parcheggio) i consumatori dal centro storico. Facile prevederne le conseguenze", spiegano in una nota. 

"Nei primi due anni dall’apertura della strutura commerciale saranno almeno la metà degli esercizi commerciali del centro che subiranno una forte contrazione e dovranno intervenire sul personale ed in alcuni casi andare alla chiusura. Con questo intervento - contnua Convento - andremo sicuramente al recupero di un’area degradata, ma contemporaneamente creeremo forti difficoltà per quelle piccole imprese che da anni, con fatica, sono impegnate a far vivere il centro storico di Bassano".

Infine "Io voglio ricordare, al Sindaco agli Amministratori ed a tutti i cittadini che l’apertura di queste cittadelle artificiali dello shopping mettono in crisi il sistema città. Non è un problema dei negozianti e basta. E’un problema di tutti noi perchè toglieremo ai negozi quel ruolo di presidio della sicurezza della vivibilità della socializzazione, deserticheremo alcune aree centrali, aumenterà il degrado, diminuiranno i valori immobiliari, la città sart meno accogliente (meno turismo meno visitatori meno resident ecc.). Solo per citare l’esperienza di altri Paesi non dimentchiamoci che in altri Paesi le grandi struture di vendita sono pesantemente in crisi a causa del commercio elettronico e molti di quest insediamenti sono oramai in stato di degrado. Non ripetamo questi errori, non ci stamo quando si afferma che questo è il nuovo : IL NUOVO OGGI E’ RIGENERARE LE NOSTRE CITTA’ NELLE LORO FUNZIONI NELLA LORO QUALITA’ DELLA VITA. Ricordiamoci inoltre che ogni 1.000 metri di grande distribuzione metamo in grandi difcoltt 400 mq di altre forme distributve git in essere (super mercat e negozi tradizionali) Non solo ma che ogni nuovo assunto (a regime) della grande distribuzione comporta la perdita da 4 a 6 occupat nel mondo della distribuzione tradizionale."

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