Banche Venete, Regione Veneto: “Sostegno per accesso agli atti”

In arrivo la prima tranche del fondo di solidarietà per le vittime del crac dei due istituti. L'assessore regionale sta valutando come non far spendere le associazioni per accedere ai fascicoli del tribunale sull'inchiesta Bpvi e Veneto Banca

La Regione Veneto sta valutando la via migliore e più efficace per garantire l’accesso agli atti dell’inchiesta delle procure di Vicenza e di Treviso su Popolare di Vicenza e Veneto Banca da parte delle associazioni che rappresentano i risparmiatori danneggiati. E’ quanto ha assicurato l’assessore regionale al sociale incontrando martedì i rappresentanti delle 11 associazioni e comitati delle vittime del crack delle due banche venete. Le associazioni avevano inoltrato la richiesta di aiuto la scorsa settimana. 

Ai rappresentanti del Coordinamento Don Torta, del Movimento di difesa del cittadini, della Lega consumatori del Veneto, della Federconsumatori regionale e dell’associazione “Ezzelino da Onara” rappresentata da Patrizio Miatello, l’assessore, anche a nome del Governatore del Veneto, ha assicurato l’imminente liquidazione agli 11 organismi associativi titolati del primo ‘acconto’ di 13 mila euro ciascuno, a valere sul Fondo di solidarietà per le vittime delle banche, istituto con la delibera regionale 333 del 22 marzo 2017.

L’assessore ha inoltre ribadito la piena disponibilità ad intervenire eventualmente con una ulteriore delibera che ricomprenda tra le destinazioni del Fondo di solidarietà anche le spese per l’accesso agli atti processuali.  L’esecutivo veneto, che sta valutando anche la possibilità di costituirsi parte civile nel processo in rappresentanza degli interessi collettivi danneggiati, ha garantito il massimo supporto alle associazioni dei risparmiatori perché possano evitare di spendere i 79 mila euro richiesti - tra tasse di iscrizione, marche da bollo, diritti e spese di fotocopiatura - per leggere i faldoni dell’inchiesta.

“Con le associazioni abbiamo concordato di pazientare qualche giorno – informa l’assessore – perché attendiamo lumi dal Governo, che ha ventilato la possibilità di un intervento diretto per garantire l’accesso alle carte delle Procure alle parti lese, come le associazioni dei risparmiatori ‘traditi’. In ogni caso la vigilanza del governo regionale su questa vicenda sono costanti e al massimo grado: lo scopo del fondo regionale istituito a marzo è proprio quello di sostenere associazioni e comitati nella loro battaglia legale in difesa del risparmio e dei risparmiatori”.

Oggetto del confronto tra assessore e associazioni è stata anche la destinazione della seconda e ultima tranche del Fondo di solidarietà: “Alle associazioni abbiamo suggerito - fa sapere la rappresentante della Giunta veneta - di formulare all’amministrazione una proposta unitaria e concertata, in modo da velocizzare e ottimizzare l’impiego delle risorse regionali, trovando ampia condivisione nei presenti” .

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