Arzignano, finta azienda con prestanome ignaro per truffare il fisco: coppia nei guai

Sequestrati 81mila euro a due coniugi residenti a Veronell, P.P., classe 1977, originario di Foggia ed attualmente in stato di detenzione per altre cause, e D.A., classe 1980, di Arzignano

Giovedì, i Finanzieri della Compagnia di Arzignano hanno eseguito un provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Vicenza, Barbara Maria Trenti, che dispone il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca “per equivalente”, della somma di 81.041,13 euro nei confronti di due coniugi indagati per avere amministrato “di fatto” una società che ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per l’anno 2014.

Il prestanome

Il servizio ha preso avvio da una verifica fiscale avviata nel febbraio 2017 nei confronti di una società, sedente nella città del Grifo, dichiaratamente operante nel settore del commercio all’ingrosso di minerali metalliferi e metalli ferrosi. Nel corso dell’attività amministrativa, i militari hanno constatato che l’impresa, costituita nel 2013, era priva di una sede effettiva, di una struttura operativa e di unità locali e non risultava avere utenze intestate, personale alle dipendenze o autoveicoli aziendali. Inoltre, è stato accertato che il suo rappresentante legale era del tutto estraneo alla gestione della stessa, essendo addirittura ignaro della propria formale investitura che, da quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, sarebbe avvenuta attraverso l’utilizzo abusivo di una copia della sua carta d’identità, falsificata per l’occasione.

La coppia di truffatori

Ulteriore elemento di criticità, emerso in sede di verifica fiscale, è la circostanza per cui la società, pur non avendo mai effettuato acquisti di merci o di materie prime, nel 2014 è risultata avere intrattenuto rapporti commerciali con clienti per oltre 400.000 euro, salvo poi omettere di presentare le dichiarazioni e di effettuare i relativi versamenti I.V.A.. Tali rapporti commerciali sono stati dunque ritenuti fittizi, in quanto finalizzati esclusivamente a consentire l’evasione fiscale a propri clienti attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. La gestione “di fatto” della società in questione è stata attribuita a due coniugi residenti a Veronella, P.P., classe 1977, originario di Foggia ed attualmente in stato di detenzione per altre cause, e D.A., classe 1980, di Arzignano, sulla base di numerose e concordanti circostanze, essenzialmente riconducibili al fatto che il punto di riferimento per le suddette transazioni commerciali era costituito sempre da società, insistenti nella provincia di Verona, riconducibili ai predetti.

In altre parole, gli stessi avevano costituito uno “schermo giuridico”, rappresentato dalla società arzignanese, per realizzare operazioni concluse, in concreto, fra altri soggetti. All’esito delle indagini penali, coordinate dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Vicenza Dott. Giovanni Parolin, i Finanzieri hanno dato corso al provvedimento del G.I.P. che dispone il sequestro dei beni e delle disponibilità finanziarie in capo alla società e del profitto-denaro nella disponibilità di entrambi gli indagati, per quest’ultimi anche “per equivalente”, fino alla concorrenza di 81.041,13 euro, che rappresenta l’importo dell’I.V.A. evasa. 

L’operazione delle Fiamme Gialle si è sviluppata secondo il dispositivo operativo del Corpo nell’ambito del contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali facendo leva sulle peculiari funzioni di polizia Comando Provinciale della Guardia di Finanza economico-finanziaria ed è stata condotta trasversalmente tanto sotto il profilo amministrativo- tributario quanto quello penale con il conseguente sequestro preventivo del patrimonio finalizzato alla confisca, che è obbligatoria nel caso in cui il procedimento penale si concluda con la condanna degli indagati.

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