Accise, le più "odiate" dai cittadini: il 75 per cento arriva dalla benzina

Accise, le più "odiate" dai cittadini: il 75 per cento arriva dalla benzina Che cosa emerge dal Libro Blu sull'attività dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli: le accise nel 2018 ammontano a 34,11 miliardi di euro

Il gettito delle accise sale ancora e tocca quota 34 miliardi: tre quarti arriva dai carburanti. E' quello che emerge dal Libro Blu sull'attività dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. In Italia le entrate accertate sul prelievo sui prodotti energetici, gas naturale incluso, sull'energia elettrica, sulla birra e le bevande alcoliche, nonché sull'imposta di consumo sugli oli lubrificanti e sulle entrate correlate, nel 2018 ammontano a 34,11 miliardi di euro.

Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Sono imposte indirette, che si applicano quindi ai consumi. Le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (precedentemente limitati solo agli oli minerali derivati dal petrolio), all'energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi. I tabacchi sono gravati dall'accisa, ma seguono regolamentazioni diverse. In Italia, ad esempio, la gestione delle accise sui tabacchi viene curata dai Monopoli di Stato mentre per gli altri settori viene curata dall'Agenzia delle Dogane.

Tradizionalmente le accise sono particolarmente odiate dai consumatori perché colpiscono in modo pesante i carburanti e l’energia che tutti acquistiamo, pesando e non poco sul prezzo finale: senza entrare in complicati calcoli, circa due terzi di quello che paghiamo per il rifornimento di carburante è costituito da accise più Iva.

Negli ultimi cinque anni le entrate sono lievemente cresciute, in particolare nel biennio 2017-2018 grazie all'aumento dei consumi, essendo le aliquote rimaste sostanzialmente invariate. La componente maggiore è rappresentata dalle accise sui principali carburanti e combustibili, tra i quali benzina e gasolio, che nel 2018 hanno assicurato il 75 per cento degli introiti accertati.

A seguire c'è l'accisa sul gas naturale per uso combustione, con il 10 per cento, e quella sull'energia elettrica con l'8 per cento, per un totale del 92,92 per cento garantito dai prodotti energetici. Da alcol e bevande alcoliche arriva l'1,94 per cento degli introiti e dalla birra il 2,22 per cento.

A tal riguardo merita particolare attenzione, osserva il direttore delle Accise Arturo Tiberi, l'incremento dell'importo dell'accisa accertata sulla birra, realizzatosi pur in presenza di una riduzione della relativa aliquota, pari a circa 70 milioni di euro rilevato nell'ultimo triennio 2016-2018 (importo cresciuto da circa 690 milioni di euro a circa 760 milioni di euro), rappresentando di fatto la categoria merceologica che ha registrato il maggiore incremento.

Va evidenziato che per incentivare e favorire lo sviluppo dell'attività di fabbricazione e commercializzazione diretta delle piccole birrerie, il legislatore ha tra l'altro introdotto nella legge di bilancio per il 2019 un'aliquota ridotta di accisa, in misura pari al 60 per cento di quella ordinaria, sulla birra prodotta dalle fabbriche connotate da particolari requisiti di indipendenza e da una limitata soglia di produzione annua (microbirrifici). Misura che ha trovato piena attuazione a decorrere dal 1° luglio 2019.

Le sigarette mantengono il primato, ma in calo. E' boom invece di quelle elettroniche: +1.740% in tre anni. Lo dice sempre il Libro Blu sull'attività dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Con l'88 per cento delle quantità vendute (in kilogrammi) e il 92 per cento degli introiti da accise garantiti all'Erario nell'anno 2018, le sigarette dominano ancora il mercato dei tabacchi. Gli altri prodotti - trinciati sigarette, tabacchi da inalazione senza combustione, sigaretti, sigari, trinciati e fiuti - si dividono la restante quota, il 12 per cento delle quantità vendute e l'8 per cento degli introiti da accise.

Tuttavia, i dati del triennio 2016-2018 indicano un trend negativo per le sigarette e positivo per tutti gli altri prodotti, sia in termini di quantità vendute che di riscossione di accise e Iva. Dal 2016 la quantità in kg di sigarette vendute è diminuita del 6 per cento, mentre gli introiti da accise e Iva si sono ridotti rispettivamente del 3 e del 4 per cento. Tra gli altri prodotti, le quantità in kg di sigaretti venduti è più che raddoppiata negli ultimi tre anni (+114 per cento), aumentati anche i trinciati ma sono i tabacchi da inalazione senza combustione che hanno fatto registrare un'impennata, con un +1.740 per cento, a cui corrisponde un aumento degli introiti da accise e Iva rispettivamente del 1.924 e del 1.740 per cento. Dal 2015 al 2018 si registra inoltre per tutti i prodotti del settore un aumento del valore unitario dell'accisa per ogni kg di venduto. Nel 2018 aumenta, rispetto all'anno precedente, il gettito complessivo per l'Erario che si attesta a quasi 14 miliardi.

fonte: today.it

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