Vicenza, truffa del "finto avvocato": arrestato un 46enne, fa parte di una banda

Ancora un'anziana vittima della truffa del finto avvocato. Questa volta, però, i carabinieri sono riusciti ad arrestare il criminale. L'uomo fa parte di una banda. In macchina aveva migliaia di euro tra gioielli e contanti frutto di altri raggiri

La refurtiva trovata nella macchina del truffatore

L'uomo fermato dai carabinieri giovedì pomeriggio aveva appena alleggerito un'anziana di 700 euro. Secondo quanto emerge dalla indagini farebbe parte di una banda di napoletani specializzati "nella truffa del finto avvocato."  Sarebbero almeno 15 i colpi messi a segno o tentati con la stessa tecnica in provincia di Vicenza negli ultimi mesi. 

L'auto del malvivente era stata notata in zona San Pio X. L'uomo G.P. 46 anni di Napoli, si aggirava in modo sospetto per il quartiere. Quando è stato sicuro di non essere controllato, ha suonato al campanello dell'anziana, una vicentina di 75 anni, che vive in un condominio degli anni '70,  e si è fatto consegnare la busta con i soldi. Lo scambio è durato pochi minuti: il tempo di presentarsi e ritirare il denaro. Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima era stata agganciata nelle ore precedenti tramite una telefonata, probabilmente fatta da un complice del truffatore. Spacciandosi per un avvocato, il membro della banda non ancora identificato, aveva chiamato l'anziana. La storia raccontata è quella finita più volte nelle denuncie delle vittime di questo genere di truffa. Il sedicente avvocato ha raccontato che il figlio delle vittima era detenuto in una caserma dei carabinieri, per liberarlo sarebbe servita una cauzione. La donna non ha esitato e ha consegnato il contante che aveva in casa al finto incaricato dello studio legale. 

Poco dopo aver ricevuto il denaro il truffatore, che aveva camuffato il suo aspetto con un cappellino, un paio di occhiali e una borsa da libero professionista, è stato catturato dai carabinieri. Oltre ai contanti appena sottratti all'anziana, l'uomo nascondeva all'interno della macchina altri mille euro e diversi gioielli e monili d'oro, presumibilmente frutto di altri raggiri. Il truffatore aveva anche una carta d'identità fasulla.  I 700 euro sono stati immediatamente riconsegnati alla vittima. Il 46enne dovrà rispondere dei reati di truffa aggravata e ricettazione oltre che del possesso del finto documento 

Gli investigatori stanno cercando di risalire all'identità degli altri componenti della banda. Da quanto emerso dalle indagini, infatti, l'uomo non puo aver agito da solo. La truffa è messa in atto da un gruppo organizzato che agisce in modo sistematico. Uno dei malviventi, probabilmente il più abile nell'ingannare le vittime, è l'addetto alle telefonate. L'ipotesi è che i numeri di telefono siano scelti casualmente dalle pagine bianche. I truffatori riuscirebbero a carpire le informazioni utili per il raggiro parlando con le loro vittime che hanno sempre lo stesso identikit: anziani che vivono soli. Una volta carpita la loro fiducia, il gruppo, probabilmente composto da persone residenti nella zona di Napoli, sale in macchina verso il Nord Italia, dove nell'arco di pochi giorni raccoglie tutto il denaro possibile per poi far perdere le proprie tracce. 

IL DECALOGO CONTRO LE TRUFFE

Casi simili a quelli registrati nel vicentino sono avvenuti anche in Lombardia ed in Emilia Romagna, ma al momento sarebbe impossibile stabilire se siano riconducibili allo stesso gruppo di truffatori. Le indagini sono rese ancora più complicate dalle reazioni delle vittime che spesso, non ricordano particolari utili e sporgono denuncia nei giorni successivi alla truffa.

Denunciare è importante, come dimostra quanto avvenuto ad un altra pensionata vicentina negli scorsi giorni. La donna era caduta vittima dello stessa truffa. Quando si è recata in caserma, però, gli uomini dell'arma sono riusciti immediatamente a farle riavere il maltolto. Una coppia di napoletani, 31 anni lei, 37 lui, erano stati fermati mercoledì pomeriggio dai carabinieri di Desenzano. I due avevano con loro quasi un etto di gioielli e monili, per un valore che si aggira intorno ai 5 mila euro. Tra questi c'erano anche la fede del defunto marito dell'anziana vicentina e altri preziosi di sua proprietà. La donna li ha riconosciuti dalle fotto a disposizione dei carabinieri. 

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