Vicenza, "Svegliati Italia": centinaia di persone in piazza per le unioni civili

Circa trecento persone, armate di sveglia, palloncini e cartelli, si sono date appuntamento sabato pomeriggio in piazza Dei Signori per la manifestazione "svegliati Italia" in favore delle Unioni civili

Sabato pomeriggio, la sveglia è suonata anche in piazza dei Signori:  Vicenza è stata tra le  96 città italiane coinvolte dalla grande manifestazione organizzata dai moviment Lgbt "Svegliati italia", in vista dello storico passaggio della proposta di legge sulle unioni civili in Parlamento. 

A scendere in piazza con palloncini, cartelli, esperienze e le immancabili sveglie, fatte suonare tutte assieme dopo un countdown di sessanta secondi, circa trecento persone. Tra loro giovani e adulti, gay ed etero, tutti uniti sotto la bandiera dei diritti. Era presente anche la politica con Sel, il Movimento Cinque Stelle e il Pd, presentatosi con tutto lo stato maggiore e una grande assenza: quella del sindaco Achille Variati.

Dopo il flashmob, con le suonerie della sveglie che hanno rimbombato ai piedi della Basilica, sopra i tre scalini che portano all'ingresso della Loggia del Capitaniato, si sono presentati in tanti: due mamme accompagnate dal figlio che crescono insieme, alcune donne pronte a chiedere di vedere riconosciuta la loro unione, studenti e studentesse. Tutti pronti a ribadire un unico concetto: "La famiglia è quella composta da persone che si amano". 

Per quanto riguarda le unioni civili, l'Italia è il fanalino di coda dell'Europa, unico stato dell'Unione a non averle ancora regolamentate con una legge. Il passaggio in Parlamento della proposta Cirinnà, però, non si preannuncia facile. "Il governo ha lasciato a camera e senato massima libertà -racconta la senatrice dem Rosanna Fillippin- Mi aspetto che anche molti colleghi dell'opposizione votino secondo coscienza, ma i trabocchetti non mancano. Oltre all'ostruzionismo della Lega, sicuramente si andrà al voto segreto per il punto 5 della proposta di legge, la Stepchild adoption.se non passasse o venisse rivisto sarebbe una sconfitta, prima di tutto per i bambini che hanno genitori gay". 

Con la senatrice, in Commissione giustizia, ha lavorato anche l'onorevole pentastellato Enrico Cappelletti: "Su proposte serie come questa, noi cinque stelle non abbiamo problemi a votare si, non è una questione ideologica, ma di fare la cosa giusta". 

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