Vicenza, sequestrato capannone: moschea e centro rifiuti non sono a norma

Metà stoccaggio di materiale e metà luogo di culto. Ma per l'autorità giudiziaria quello stabile non è a norma. E sono scattati i sigilli

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Metà stoccaggio di rifiuti e metà moschea. Un capannone in zona industriale, all'incrocio tra via del Progresso e via dell'Artigianato è stato posto sotto sequestro dall'autorità giudiziaria e per il Comune quel posto non è conforme alle regole urbanistiche e deve essere demolito. 

Per metà il capannone funge da deposito di materiale usato destinato a essere riciclato e spedito in Africa. Scarti di edilizia, pneumatici e ed altri oggetti che i vicentini non usano più ma che nel continente africano possono ancora servire. La seconda parte dello stabile è invece adibita a un centro culturale islamico dove si svolge anche attività di preghiera. Da qualche giorno sono scattati i sigilli perché quello stoccaggio di materiale è considerato dall'autorità giudiziaria non autorizzato.

Un ordinanza del Comune dell'otto marzo ordina invece che il luogo sia ripistrina entro 90 giorni. La proprietà dello stabile è di un vicentino che ha affittato le due porzioni a persone che fanno parte della comunità africana del Burkina Faso e che adesso in quel luogo dovranno rinunciare all'attività di stoccaggio e spedizione e anche a quella di preghiera. 

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