Vicenza, arrestato "cassiere" della mala: giallo sulla spaccata in Svizzera

Un furto misterioso. Un uomo di 61 anni, già pregiudicato per riciclaggio di denaro, ha scassinato tre cassette di sicurezza ha Lugano fuggendo poi a Vicenza dove è stato rintracciato dalla mobile

Un vero e proprio gialo il furto con spaccata avvenuta a Lugano in Svizzera sabato sera in un'attività di cambio valuta dove era impiegato A.C., 61enne di Benevento, residente a Como e già conosciuto alla giustizia italiana per precedenti di riciclaggio di denaro e altri reati finanziari. 

L'uomo, residente a Vicenza negli anni '80, aveva delle attività legate alla compravendita di oro. Proprio nella città berica si è rifugiato domenica scorsa dopo aver forzato con un piede di porco tre cassette di sicurezza del "Free Money" svizzero nel quale lavorava. Un furto che, secondo gli inquirenti, ha delle modalità strane ed è collegato a delle associazioni criminali per le quali, presumibilmente, il 63enne svolgeva l'attività di "corriere". 

IL COLPO 

Domenica pomeriggio alla squadra mobile di Vicenza arriva una segnalazione dalla dogana di Chiasso che riferiva di un soggetto fuggito dopo un furto a Lugano. Prima di chiudere il negozio di cambio valuta nel quale lavorava, il 63enne il giorno prima aveva violato con piede di porco  3 delle numerose cassette di sicurezza, sottraendo dei documenti finanziari tuttora sconosciuti, un orologio e del denaro contante. Un colpo considerato subito come sospetto dagli inquirenti in quanto al dipendente non interessava essere immortalato dal sistema interno di telecamere - la cui ubicazione conosceva alla perfezione - e ha lasciato perdere gli altri 80 depositi pur avendo il tempo di farlo e concentrandosi solo su quelle oggetto del furto.

LA FUGA E L'ARRESTO

Il campano, dopo qualche ora, ha passato il valico con una Mercedes ed è arrivato in Italia. Attraverso il gps la polizia ha individuato la sua auto nel capoluogo berico e precisamente nei pressi dell'ospedale. Gli agenti della squadra mobile hanno quindi iniziato un lungo appostamento - durato nove ore - fino a che, alle 7 di mattina, sono riusciti a intercettare e bloccare l'uomo mentre stava per aprire la vettura. "Siete stati bravi" sono state le uniche parole che ha detto oltre a spiegare di essere stato ospitato da una conoscente. 

La perquisizione dell'auto ha portato gli agenti a scoprire un piede di porco, un cacciavite, uno scalpello, 10mila euro in contanti, un orologio d'oro, 4 cellulari e un iPad. Indagato per possesso senza motivo di strumenti atti allo scasso il 61enne è stato portato in questura ma non poteva essere arrestato per un reato commesso all'estero. Poco prima di essere rilasciato è tuttavia arrivato, in extremis, un provvedimento di carcerazione dall'autorità svizzera che è stato convalidato dal tribunale di Venezia. Per lui sono quindi scattate le manette ed è stato trasferito al carcere di San Pio X in attesa di essere consegnato alla polizia elvetica 

IL GIALLO DEI DOCUMENTI SCOMPARSI

Secondo gli inquirenti la sua azione è stata programmata al dettaglio, compresa la "tappa" vicentina. Per quanto riguarda la refurtiva, quella sequestrata dalla mobile è probabilmente solo una parte e sotto ci potrebbe essere qualche altra situazione criminale legata ai documenti mancanti contenuti nelle cassette di sicurezza.

Il campano era già stato condannato in Italia a 4 mesi per associazione a delinquere connessa al riciclaggio di denaro e legata al contrabbando di tabacco. La base dell'associazione criminale per il quale svolgeva questi compiti era la Puglia. 


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