Vicenza, pistola durante lo sfratto poi si scusa: "Mio figlio è morto"

Il padre del paracadutista Sergio David Ferreri, morto lo scorso maggio, è stato denunciato per minacce. Ai creditori che gli intimavano lo sfratto ha risposto mostrando una pistola ad aria compressa

Situazione difficile per la famiglia di un parà morto lo scorso maggio durante un lancio con il paracadute: al dolore si sono aggiunti i guai finanziari. 

Alle 11.20 di mercoledì un ufficiale giudiziario e l'avvocato del padrone di casa si sono presentati alla porta di una villetta in via Fusinato dove vive la famiglia colpita dal lutto per eseguire lo sfratto. Allertato dalla moglie, S. F., classe 1953, è rientrato dal lavoro e si è rivolto ai creditori: "Sistemo io le cose". Entrato in casa ha recuperato la pistola ad aria compressa del figlio morto, sprovvista del tappino rosso, e l'ha mostrata ai due, che dopo essersi allontanati hanno chiamato una volante. 

All'arrivo della polizia l'uomo si è scusato e ha consegnato l'arma giocattolo, spiegando le difficoltà che la famiglia sta vivendo. Nè l'avvocato nè l'ufficiale giudiziario sporgeranno denuncia, i due si sono accordati con la famiglia per una proroga dello sfratto. L'uomo, però, è stato segnalato d'ufficio dagli agenti per minacce.

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