Vicenza, pirati ecologici incastrati dal video shock: pioggia di multe

Un materasso, un monitor del computer, cartoni ingombranti, sacchi di plastica o borse contenenti rifiuti indifferenziati, pesanti, nascosti con cura dietro ai cassonetti o gettati velocemente ai loro piedi. Si vede un po' di tutto nelle immagini video riprese dalle telecamere mobili nascoste dalla polizia locale nei pressi delle isole ecologiche di via Salvemini, via dei Laghi, viale san Lazzaro, via Faggin e viale Trieste

Per tenere sotto controllo isole ecologiche o aree di scarico abusivo, individuate anche grazie alla collaborazione dei cittadini, da circa un anno e mezzo la polizia locale utilizza una telecamera nascosta nei pressi della zona da controllare. Vengono così ripresi i comportamenti anomali, con possibilità di risalire ai responsabili degli abbandoni a terra di rifiuti o di materiali ingombranti.


Solo nei primi nove mesi di quest'anno, i verbali staccati per violazione dell'ordinanza sindacale sui rifiuti, sono stati in tutto 115: 103 per rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti (sanzione da 100 euro), sei per conferimento di rifiuti non differenziati (75 euro) e cinque per conferimento di rifiuti prodotti in un altro Comune (150 euro). Cui si aggiunge una sanzione da 600 euro elevata di recente per abbandono di rifiuti speciali, in violazione della legge 152 del 2006. 

IL VIDEO


“L'abbandono dei rifiuti è un comportamento odioso – ha dichiarato l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza, questa mattina al Forum Center di piazza dei Signori, illustrando i dati delle sanzioni e rendendo pubbliche le immagini riprese dalla telecamere nascoste, con a fianco l'assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi, il comandante della polizia locale Cristiano Rosini e il direttore di Aim Ambiente Ruggero Casolin -. Siamo determinati a stroncare questo fenomeno di degrado urbano con l'utilizzo di altre telecamere, oltre alle due già in uso, continuando con i controlli in borghese e infine anche con l'inasprimento delle sanzioni che potrebbero anche triplicare in alcuni casi. È un comportamento del resto che infastidisce molti cittadini, come dimostra il continuo aumento delle segnalazioni. Le immagini peraltro – ha aggiunto - dimostrano che non valgono neanche le scuse per cui le aperture dei cassonetti sono troppo piccole: un materasso, ad esempio, non va conferito nei cassonetti, ma in ricicleria. Spesso poi si tratta di pigrizia: le immagini mostrano persone che si limitano a depositare a terra il sacchetto, anziché perdere qualche secondo per inserire ad esempio la plastica nel relativo cassonetto. Italiani, stranieri, residenti a Vicenza o anche no: la tipologia dei trasgressori è varia, così come vari sono i siti il fenomeno si manifesta. Basti pensare che abbiamo trovato persino divani nella centralissima piazza Duomo”. 


“Il contrasto del fenomeno è un'attività molto onerosa e difficoltosa – ha spiegato Dario Rotondi -: richiede numerose ore di lavoro da parte della polizia locale, distogliendola da attività che potrebbero essere più importanti. Per lasciare un sacchetto fuori dal cassonetto basta un secondo, ma a noi, per beccarlo, possono volerci anche ore senza che prima accada nulla. Vanno poi individuati i luoghi da controllare sulla base delle segnalazioni che arrivano da più parti: ci sono strade particolarmente oggetto di violazione, ma la nostra intenzione è di controllare a ruota tutte le zone di Vicenza. La forza delle immagini, poi, è tale per cui nessuna di queste violazioni ha portato finora a dei ricorsi: quando alcuni trasgressori chiedono di vedere i filmati al comando, si rendono del resto conto che sono inconfutabili. Svolgiamo comunque anche una consistente attività in borghese, controllando in diretta il conferimento dei rifiuti”. 


I dati parlano chiaro: da quando il Comune ricorre alla videosorveglianza per stanare coloro che, incuranti di regole, decoro e pericolo per la salute dei cittadini, abbandonano la spazzatura a terra, il numero dei verbali ha naturalmente subito un'impennata. Basti pensare che quando gli occhi elettronici non erano ancora in uso, le sanzioni furono 24 nel 2013 e 17 nel 2014. Nel 2015, anno di introduzione delle telecamere (aprile), i verbali staccati sono saliti a 87 (di cui 15 solo nel primo mese dall'accensione). 
Quest'anno, appunto, le sanzioni sono già a quota 115, di cui 96 rilevate proprio grazie alle telecamere (altre undici invece dagli ispettori ecologici di Aim Ambiente e otto da pattuglie esterne della polizia locale).


Gli occhi elettronici dunque supportano la consueta attività degli agenti del comando di contra' Soccorso Soccorsetto, i soli a poter gestire le immagini, nel rispetto della normativa sulla privacy, secondo l'accordo siglato dal Comune con Aim Ambiente, proprietaria delle apparecchiature. 

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