Montascale per disabili rotto: «Costretta a votare sopra a un bidone delle immondizie»

Un "seggio volante" approntato al momento per permettere a una signora di votare. La rabbia su Facebook: «Fatto gravissimo»

Foto dal profilo Facebook di Franca Borin

Scuola elementare “Lioy”, presso quartiere “La Stanga” di Vicenza, al seggio 63. Nella mattinata di domenica la signora Franca Borin si presenta a esercitare il suo diritto di voto. Il montascale del scuola che ospita il seggio è però rotto e la donna, come spiega in un post sul suo profilo Facebook, è stata costretta a votare sopra il bidone di carta delle immondizie dopo che gli scrutatori avevano avviato le procedure per il cosidetto “seggio volante”. 

«Ad onor del vero, il Carabiniere lì presente e gli scrutatori si sono resi disponibili a portarmi a mano su per le scale, riferendomi che io ero la quarta persona disabile che si presentava nel corso della mattinata, e così come per le altre persone si erano presi là responsabilità (non dovuta) di portarle a mano su per i gradini, avrebbero sollevato anche me, ma mi sono rifiutata , per molti motivi», scrive la signora, spiegando il perché del suo rifiuto: «Umiliazione, Non rispetto della dignità, Diseguaglianza, Mancato adeguamento delle leggi. In una giornata così importante come oggi, dove l’Italia è chiamata a votare per stare nella stanza dei bottoni in Europa e garantire la legalità e i diritti di tutti in sede Europee, come è possibile che in casa nostra ci siano queste “sviste”?. Personalmente ritengo il fatto grave sotto molto aspetti. La scuola elementare “Lioy” ha messo a disposizione a seggio elettorale una struttura non a norma, perché consapevolmente non ha esercitato tutto quanto in suo potere per sistemare un montascale che avrebbe dovuto funzionare a prescindere».

«Il presidente di seggi, informato fin da subito, non si è preso la responsabilità di interrompere l’attività elettorale o di fare in modo che la struttura fosse immediatamente disponibile a tutti per fare dare la possibilità a tutti i cittadini di poter esercitare in pari maniera il diritto di voto e il Comune di Vicenza ' conclude la donna - fatto gravissimo, non ha verificato che le strutture da lui scelte rispettassero i principi cardini della costituzione».

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