Vicenza, misure preventive verso i nomadi, costretti a lavorare

Per nove volte la procura ha deciso le misure preventive per alcuni nomadi della città. Si tratta di una serie di obblighi che puntano alla rieducazione dell'individuo. Regole per rigare dritto

Immagine di archivio

Pagine e pagine di precedenti per reati di piccola entità e nessuna dichiarazione testa a migliorare il proprio stato di vita: per questo il tribunale di Vicenza ha fatto scattare delle pene preventive per 8 persone di origine rom e sinti. Nell'arco del 2014, per nove volte al tribunale era stata fatta la richiesta di pena preventiva, cioè rendere obbligatorie per gli accusati di alcuni reati la sorveglianza  speciale e altri obblighi di buona condotta. Richiesta accolta 8 volte su nove. 

Come spiegato da il Giornale di Vicenza, gli obblighi imposti dal giudice non sono negoziabili: chi sgarra verrà arrestato. Si tratta per lo più divieti, atti a evitare situazioni in cui un condannato potrebbe tronare a delinquere. Coprifuoco tra le 20 e le 7 di mattina, ricerca immediata di un lavoro, divieto di frequentare altre persone con condanne, restare vicini alla dimora e non uscire dal comune di residenza, regole basilari e semplici, ma che posso fare la differenza.  

Secondo gli esperti del settore, però, queste soluzioni hanno una bassa efficacia: i condannati tentano spesso di eluderle e raramente ricercano un cambio di vita.

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