Vicenza, manifestazione antifascista in centro: Forza Nuova protetta dalla polizia

Centro storico blindatissimo nella serata di sabato Da una parte il corteo organizzato dalla "Vicenza antagonista" e dall'altra il comizio elettorale di estrema destra. Il bilancio: nessun incidente tra i due schieramenti

Vicenza antifascista in piazza delle Poste e, a due passi, Forza Nuova in contrà Muscheria nella sede del Movimento Italia sociale dove si è svolto il comizio elettorale di Italia agli Italiani . Inizia il primo, verso le 18:30 e il secondo sta per finire. Ma il tutto rimane circoscritto a qualche slogan. È la cronaca di un "non battaglia" annunciata con il sapore più di una commedia all'italiana che non di un reale pericolo di scontri che invece si sono verificati in altre città italiane. Merito di tutti: sinistra democratica e variatiana, estrema destra "low profile" e un servizio delle forze dell'ordine che si inserisce come  deterrente che funziona alla perfezione. 

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In città, a separare le due fazioni c'è infatti stato un cordone di polizia in tenuta antisommossa che ha di fatto impedito ogni contatto senza nessuno sforzo particolare. Nessuno scontro nella giornata di sabato tra i circa 300 manifestanti della sinistra vicentina che si sono ritrovati per quello che gli stessi organizzatori - tra i quali Cgil, Anpi, Fornaci Rosse - hanno definito un "happening antifascista" nella stessa piazza dove una settimana prima una trentina di esponenti di Forza Nuova hanno portato in centro il loro leader Roberto Fiore, uomo dal passato "nero" e oggi politico che, per sua stessa ammissione "non vuole cadere nelle provocazioni".

Scambio di piazze, insomma con il savoir-faire della sinistra vicentina che durante il "sabato nero" non si è fatta vedere in piazza delle Poste e ha risposto con uno striscione sul muro e che ieri ha tirato fuori le bandiere rosse e il repertorio degli slogan antifascisti dietro ai cellulari della polizia che con  i furgoni cellulari bloccavano gli accessi in via Muscheria. Slogan come "fuori i fascisti da Vicenza", urlati contro una trentina di rappresentanti dell'estrema destra che hanno incontrato i candidati di "Italia agli Italiani". Vale a dire, Gian Luca Deghenghi Luca Previati, in corsa per le elezioni del 4 marzo. 

Alla fine la giornata termina con buona pace di chi temeva o auspicava disordini e con un sapiente lavoro delle forze dell'ordine, del questore che non ha negato nessuna autorizzazione e del sindaco Variati che ha promosso Vicenza antifascista con la proposta  - dopo la calata in piazza di Fiore e Forza Nuova e 73 anni dopo la liberazione - di vietare le piazze a chi non si dichiara antifascista. Dal punto di vista strettamente politico, i numeri delle piazze indicano che in effetti Vicenza non è per l'estrema destra e non ha bisogno della violenza per dimostrarlo. Ovviamente i veri bilanci si faranno alla fine con lo spoglio delle schede elettorali. 

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