Vicenza, lotta al degrado: sigilli all'ex Arlecchino

L'ex cinema è diventato un rifugio per senza dimora: c'è chi accede fuochi per scaldarsi. Il Comune ha blindato lo stabile mettendo pannelli e sigilli su tutte le entrate, ma serve un progetto per tutta l'area

Nessuno potrà più entrare: il Comune ha messo i sigilli alle porte dell'ex cinema Arlecchino.

Le proiezioni erano finite da un pezzo, l'esperimento universitario, con il cinema dedicato alle lezioni degli studenti, non è andato a buon fine e così l'ex teatro era diventato un rifugio per sbandati e senza tetto. L'ultimo intervento della forza pubblica è avvenuto negli scorsi giorni. I controlli, voluti da palazzo Trissino, hanno riscontrato il segno delle presenza di una piccola comunità all'interno del cinema. Alcuni serramenti e una porta finestra erano stati forzati. All'interno dello stabile, inoltre, c'erano i segni di recenti falò, accesi nella sala principale, proprio sotto il telo per le proiezioni. Un rischio enorme visto che la presenza di materiale infiammabile e non ignifugo è tra le ragioni che rendono il cinema inagibile. 

Anche per questo motivo, l'Amministrazione ha deciso di mettere una volta per tutte la parola fine alle occupazioni abusive. Le porte sono state chiuse con due grossi catenacci.  L’ex sala cinematografica è stata sigillata con dei pannelli metallici posizionati davanti alle vetrate  che erano state forzate da vandali. La speranza è che queste precauzioni possano fermare gli abusivi. Lavori prontamente eseguiti dalla ditta Cfp edile che aveva già eseguito operazioni simili per il Comune.  Il costo dell'intervento è stato di 8.271 euro, ma è chiaro che si tratto comunque di una spesa provvisoria. Da tempo il progetto per la riqualificazione complessiva della struttura è fermo. Nel piano triennale delle opere pubbliche, per l'Arlecchino c'è un preventivo di 350 mila euro. Soldi, però, che dovrebbero arrivare dalle alienazioni e che, dunque, difficilmente verrano recuperati entro la fine dell'anno. 

Il destino dell'ex cinema sembra quello di rimanere inutilizzato e dunque facile preda del degrado. Un'impressione che diventa ancor più vivida allargando lo sguardo a tutti gli stabili che si affacciano sui giardini Salvi. Vecchie carcasse lasciate alla mercé del tempo. 

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