Vicenza, la Caritas: "Famiglie, adottate un profugo"

Si chiamano "Rifugiato in famiglia" e "Adozione di vicinanza", le due nuove iniziative lanciate dalla Caritas che chiede alle famiglie vicentine di partecipare, a titolo gratuito al processo di integrazione e accoglienza dei rifugiati

Immagine d'archivio

I rifugiati potrebbero essere accolti nelle case delle famiglie vicentine. Non si tratta dell'ultima proposta lanciata dal governo per far fronte all'emergenza profughi, ma di due iniziative della Caritas. 

L'ente solidale della Chiesa, cerca nuclei famigliari  e singoli disposti a mettersi in gioco per l'inserimento di chi ha ottenuto lo status di rifugiato per questioni umanitarie. 

Le due proposte della Caritas si chiamano “Rifugiato in famiglia” e “Adozioni di vicinanza”. Entrambe prevedono il coinvolgimento delle famiglie a titolo gratuito con un percorso personalizzato che tocca gli aspetti abitativo, lavorativo, formativo e sociale. Fondamentale è in merito il coinvolgimento degli enti che già si occupano in provincia dell’accoglienza dei migranti in accordo con la Prefettura. Per il progetto “Rifugiato in famiglia” il periodo di accoglienza richiesto è tendenzialmente di 12 mesi.

Nella proposta “Rifugiato in famiglia” alle famiglie è chiesto di sostenere i costi di vitto e alloggio, mentre quelli per lo studio, la formazione e gli stage formativi, così come le spese straordinarie, sono a carico di norma dall’ente ospitante attraverso un programma di accantonamento da effettuare durante l’accoglienza pre-permesso (sussidiata dal Ministero dell’Interno).

“Anche il percorso di uscita dal progetto – spiega il direttore Caritas - viene fissato sin dall’inizio. Si tratta comunque di un tentativo di integrazione e di apertura a culture diverse, per questo auspichiamo che la famiglia possa rimanere un riferimento per la persona anche al termine del periodo di accoglienza”.

Il progetto prevede diversi momenti di incontro e formazione sia per le famiglie che coinvolte che per gli ospiti. L’accompagnamento da parte dell’ente coinvolto durerà per tutto il tempo dell’accoglienza e potranno essere inserite nel percorso solo persone con permesso di soggiorno. L’accoglienza sarà graduale, al fine di consentire un periodo di conoscenza reciproca. L’ente inviante propone infatti all’ospite e alla famiglia un percorso di integrazione che abbia come finalità l’autonomia linguistica, la capacità di muoversi nel mondo del lavoro, l’autonomia abitativa, la conoscenza del contesto territoriale (accesso ai servizi, reti relazionali formali e informali). L’ospite dovrà seguire il percorso concordato e le attività proposte: in caso contrario sarà allontanato e dovrà lasciare l’abitazione.

La seconda proposta si rivolge alle famiglie che non possano o non si sentano in grado di gestire un’accoglienza fra le mura domestiche e prevede un’opportunità di prossimità nei confronti di persone che hanno ottenuto un permesso di soggiorno per protezione internazionale. Si tratta infatti generalmente di persone sole, senza riferimenti familiari nel territorio e perlopiù giovani.  Anche per questa proposta è previsto lo stesso iter di accompagnamento e formazione previsto per il progetto di accoglienza in famiglia.

I contatti per informazioni e adesioni

Le famiglie e le persone che volessero capirne di più o che volessero aderire ad uno dei due progetti possono scrivere a migranti@caritas.vicenza.it o, qualora fossero impossibilitati a farlo via mail, possono telefonare al mattino alla segreteria della Caritas Vicentina al numero 0444-304986.

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