Rinviato a giudizio ex vicequestore Marchese: processo per corruzione

I giudici hanno fissato l'udienza per il prossimo 15 maggio. L'ex funzionario è rimasto coinvolto in un'inchiesta su traffico di cocaina e immigrazione clandestina. La difesa: «Puntiamo all'assoluzione»

Rinvio a giudizio per l’ex vice-questore di Vicenza, il 47enne Michele Marchese. Lo ha deciso la procura martedì dopo un’udienza preliminare durata diverse ore. Il giudice Massimo Gerace ha accolto la richiesta del pubblico ministero Serena Chimici che aveva coordinato le indagini della squadra Mobile. Le principali accuse verso l’ex funzionario sono di corruzionne e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Lui, attraverso i suoi avvocati (Marco Dal Ben e Carmine Biasiello) si difende negando con forza la corruzione «perché non ha mai percepito niente e non ha mai sacrificato la propria funzione pubblica per altri».

Marchese è stato a capo per 11 anni della squadra mobile della questura di Vicenza ed è rimasto coinvolto nel 2016 in un’indagine sul traffico di cocaina in città e su dei casi di immigrazione illegale. Il fascicolo della Squadra Mobile guidata da Davide Corrazzini è stato chiuso  nel gennaio  2018 e racconta di un’organizzazione criminale di soggetti italiani ed albanesi dedita all’importazione  e alla vendita di coca  nel capoluogo berico.

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Secondo le indagini, il presunto capo dell’organizzazione – il campano Lucio Cerciello, pure lui rinviato a giudizio – era in stretti rapporti con Marchese, il quale avrebbe prodotto documenti falsi per permettere la permenanza in Italia di albanesi componenti della banda. Oltre a Marchese e Cerciello dovranno presentarsi in aula il 15 maggio altri 6 imputati, tutti cittadini albanesi. «La nostra intenzione – sottolinea la difesa di Marchese – è contro interrogare i testimoni e ricostruire la verità dei fatti con l’obbiettivo di arrivare a una assoluzione».

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