Vicenza, comuni senza vie anagrafiche ma in città c'è chi dorme sotto le stelle

La terza edizione cittadina de La Notte dei Senza Dimora sarà il 18 ottobre, al centro della manifestazione il problema delle vie anagrafiche. 69 comuni vicentini non hanno ancora provveduto

Terzo anno de: "La Notte dei Senza Simora" a Vicenza. La manifestazione nazionale, che consiste in una serie di attività e spettacoli che si concludono con il pernottamento di tutti i partecipanti  in strada, quest'anno pone il problema delle vie anagrafiche per i senza dimora. Tanti i comuni vicentini che non hanno mai inserito nella loro topografia una via per chi una residenza ufficiale non ce l'ha. Per queste persone la già difficile domanda: "dove abiti?" Diventa un problema anche burocratico che spesso si trasforma in uno scalino difficile da superare anche nell'assistenza dei senza tetto. 

 Per questo per tutta l’estate una rappresentanza di “Giovani della Notte” con il Sert di Vicenza, le cooperative Cosmo, Cosep, Samarcanda e Avvenire, su invito della Caritas Diocesana Vicentina, ha lavorato per raccogliere i nomi delle vie anagrafiche per persone senza casa nei 140 Comuni della Diocesi/Provincia di Vicenza. La ricerca ha permesso di scoprire che sui 136 comuni che hanno collaborato 67 hanno istituito la Via, mentre 69 ancora non l’hanno fatto. Si è notato inoltre come troppo spesso la via Anagrafica venga intitolata con nomi poco rispettosi della dignità delle persone. La Caritas Vicentina ha quindi ritenuto opportuno lanciare una petizione per chiedere a questi 69 Comuni del Vicentino di dotarsi di questo strumento e agli altri (solo 10 hanno un nome ritenuto pertinente) di cambiare i nomi come Via dei senza fissa dimora, Via senza residenza, Via inesistente, e simili. E’ dal 1989 che, come si può apprendere dal D.P.R. 223 del 30-05-1989, viene posta la questione della posizione anagrafica per le persone senza dimora. Nel 1992 l’Istat raccomanda attraverso la circolare n. 29/1992 l’istituzione di una via anagrafica di riferimento per le persone senza casa che non hanno un recapito o un vero e proprio domicilio. La circolare n. 8/29-5-1995 del Ministero dell’Interno sottolinea il concetto di residenza “come dimora abituale fondata sull’elemento obbiettivo della permanenza in tale luogo, e soggettivo dell’intenzione di avervi stabile dimora derivata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle relazioni sociali”. Inoltre dice chiaramente che “la richiesta di iscrizione anagrafica costituisce un diritto soggettivo del cittadino, non appare vincolata ad alcuna condizione, né potrebbe essere il contrario, in quanto in tal modo si verrebbe a limitare la libertà di spostamento e di stabilimento dei cittadini sul territorio nazionale in palese violazione dell’art. 16 della Carta costituzionale”.

La notte dei senza dimora si terrà il 18 ottobre, ancora da verificare la sesde scelta, ma indiscrezioni raccontano che quest'anno la location potrebbe essere proprio il giardino interno di palazzo Trissino

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