Vicenza: cittadini, ricercatori ed agenti a "caccia" di coleotteri con Teseo

Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, vede protagonisti forze dell'ordine, ricercatori, cittadini e, per la prima volta in Europa, un golden retriever che è addestrato per fiutare i coleotteri

Teseo all'opera

“Ti piace passeggiare nel bosco e osservare la natura? Partecipa al progetto europeo per il monitoraggio dei coleotteri!” 

L'invito arriva dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale, riuniti martedì in Sala Rossa a Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, per un workshop dedicato al progetto Life Mipp (Monitoring of insects with public participation) che ha come obiettivo il monitoraggio di cinque insetti coleotteri facilmente identificabili in natura anche da persone senza specifica preparazione: il cervo volante, lo scarabeo eremita, il cerambice della quercia, la rosalia alpina e il morimo scabroso.

Se passeggiando nel bosco ci imbattiamo in uno di questi esemplari è sufficiente scattare una foto e inviarla con l’indicazione del luogo in cui ci troviamo al sito www.lifeMIPP.eu . La nostra segnalazione comparirà in una mappa e andrà ad arricchire l’archivio che indica la presenza dei coleotteri nel nostro territorio.

“E’ il primo progetto italiano di partecipazione pubblica dei cittadini al mondo della scienza – sottolinea Adriano Arzenton, dirigente del Servizio di Polizia Provinciale di Vicenza– perché la natura è un patrimonio di tutti e siamo certi che la sua conservazione stia a cuore a tutti.”
Il progetto, finanziato dalla Comunità Europea, vede protagonisti forze dell’ordine, ricercatori, cittadini e, per la prima volta in Europa, un cane. Si chiama Teseo, è un golden retriever ed è addestrato per fiutare i coleotteri. Le prime prove sono state simulate nel parco della storica villa vicentina “La Rotonda”, proprietà della famiglia Valmarana, in cui si trovano gelsi secolari che probabilmente ospitano alcuni degli insetti target del progetto. Teseo, primo ed unico cane fiutatore di coleotteri, avverte in particolare l’odore delle larve di scarabeo eremita, difficili da scovare a occhio nudo e in modo non invasivo.

Ma perché monitorare la presenza di coleotteri?
Perché gli insetti, e in particolare i coleotteri, sono un indicatore dello stato di salute delle foreste. Le larve di questi insetti vivono nei boschi nutrendosi di legno morto e giocano un ruolo fondamentale nel garantire la buona salute di tutto l’ecosistema forestale. Più è elevata la loro presenza, più significa che l’ambiente è sano e preserva le biodiversità. “Un elemento importante di questo ecosistema sono gli alberi morti – spiega Franco Mason, comandante del Corpo Forestale di Vicenza e coordinatore del progetto- che garantiscono nutrimento e protezione per una moltitudine di insetti ma anche per molti uccelli, pipistrelli e piccoli rettili. Inoltre le foreste vetuste mantengono relativamente bassa la temperatura al loro interno e l’umidità elevata, rallentando la propagazione degli incendi. Per finire, il legno morto intrappola anidride carbonica rallentando il processo chiamato “effetto serra”.”

Considerazioni tutte che hanno portato ad una nuova corrente di gestione delle foreste denominata “selvicoltura di ritenzione”, che preserva la naturalità delle foreste evitando la rimozione del legno morto. Nuova, in realtà, per l’Italia, perché all’estero, in particolare nel Nord Europa, è una tecnica che già da anni ha sostituito l’abbattimento periodico degli alberi, nella consapevolezza che la foresta sia una comunità di esseri viventi formata da alberi di ogni età, erbe, animali, funghi, batteri tutti legati tra loro per garantire equilibrio all’ecosistema.

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