Vicenza, arrestato truffatore seriale esperto nella tecnica del "finto avvocato"

La squadra mobile di vicenza ha rintracciato un uomo che entrava a casa di persone anziane per estorcere denaro spacciandosi per un agente

In gergo si chiama la tecnica del "finto avvocato". E funziona così: prima la telefonata di un carabiniere e poi la visita a casa di un avvocato che chiede soldi. Naturalmente tutto costruito ad hoc per estorcere denaro.

Con questo modus operandi P.M.M., trapanese 49enne di Salemi, lo scorso luglio a Vicenza ha truffato una signora 75enne residente a Santa Bertilla. Le indagini della squadra mobile berica hanno permesso di identificare e rintracciare, giovedì, il truffatore seriale. Al pregiudicato di origini siciliane, che si trovava già agli arresti domiciliari a Valperga in provincia di Torino, è stato notificato anche il reato commesso nel capoluogo berico.

La dinamica, nel caso specifico, è avvenuta come da copione. La signora, quella mattina di luglio, riceve la telefonata di un uomo che dice di essere un carabiniere e che le racconta che il figlio ha causato un incidente stradale e che per questo è stato arrestato. Il sedicente militare aggiunge che avrà maggiori dettagli da un avvocato. Infatti, dopo alcuni minuti, si presenta all’uscio della donna un signore distinto che si qualifica come un legale incaricato di sbrigare la pratica per il rilascio del presunto figlio detenuto.

La signora, già in stato di agitazione, crede al finto avvocato e accetta la richiesta di affidargli 4500 euro per la liberazione del ragazzo. I soldi però non ci sono in casa e quindi come “acconto” consegna gioielli e ori di famiglia, che il truffatore si mette addirittura a pesare davanti a lei, per un valore di circa 3000 euro. Non soddisfatto il malvivente accompagna poi la donna in banca per ottenere anche la somma mancante.

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Allo sportello, però, l’impiegato intuisce che dietro a quella strana richiesta di prelievo c’è sotto qualcosa e si fa spiegare l’accaduto. A quel punto la 75enne riesce a contattare il figlio e la truffa viene scoperta, con il finto avvocato che intanto era già sparito nel nulla, probabilmente insospettito dal tempo di uscita dell’anziana dalla banca. Si tratta di tecniche raffinate e molto credibili che l’uomo, probabilmente aiutato da complici, portava a segno con frequenza in diverse parti d’Italia. Per lui adesso c’è un'altra accusa di truffa pluriaggravata.

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