"Sopressa libera": si macella il maiale, la situazione nel Vicentino

Ad un anno di distanza dai divieti di macellazione casalinga dei maiali imposti dall'Ulss 4, la tradizione della sopressa è salva. Spinti da agevolazioni econimiche e regole sempre più complicate in molti tra gli allevatori scelgono i rivolgersi a strutture specializzate, ma a Valli del Pasubio continua il fai da te "a norma"

Sopressa (saporitipci)

A Valli Del Pasubio, terra della sopressa, il tempo per la macellazione dei maiali non è ancora scaduto. Chi ha allevato un animale in casa potrà ucciderlo e trasformarlo in insaccati entro la fine di febbraio, data ultima per inviare la comunicazione al Comune. Tutto come da tradizione, in barba a chi voleva cancellarla, cambiando le regole del gioco. 

Solo un anno fa, il capodipartimento di sanità animale dell'Ulss 4  Fabrizio De Stefani aveva decretato lo stop alla macellazione casalinga, incontrando la resistenza di amministrazioni, allevatori  sindaci e amanti della sopressa. "Fu importante portare una voce unitaria a Roma- racconta l'assessore regionale Costantino Toniolo-  si rischiava di perdere una delle maggiori tradizioni del territorio. Per fortuna abbiamo vinto quella battaglia lasciando che, dentro a regole precise, si possa ancora macellare il maiale in casa."

Dopo il via libera dell'Ulss, che venne spinta alla marcia indietro dal Ministero della Salute, però, le cose si sono complicate. La necessità di controlli e regole ferree hanno portato  ogni Comune ad organizzarsi in modo diverso. C'e chi ha messo un tetto massimo alle macellazioni casalinghe come e chi invece le ha proprio proibite del tutto. Nel caos generale, con i proprietari di maiali che a distanza di pochi chilometri  l'uno dall'alto devono utilizzare accorgimenti di versi per produrre prosciutti e sopresse, in molti hanno scelto di rivolgersi a strutture specializzate. "Ci risulta che ormai la maggior parte degli allevatori porti i maiali al macello spiega Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza - per noi è una buona notizia. rivolgersi a strutture specializzate  aiuta una politica di controlli della qualità e della sicurezza delle carni".

Una posizione assai diversa da quella dei molti cittadini di Valli del Pasubio: "Le domande di macellazione casalinga stanno arrivando adesso -afferma il sindaco di Valli Armando Cunegato-  qualcuno porta i suoi animali agli  impianti di Marano, ma da noi la tradizione di farsi la sopressa resta ovviamente viva.  Il cittadino può uccidere ogni anno al massimo due maiali, deve farli visitare da un veterinario, e poi segnalare la macellazione in comune entro la metà di febbraio. In pratica siamo tornati alle regole prima della diatriba con l'Ulss 4. Chi fa le sopresse, fa tutto come da tradizione, ovviamente nel rispetto delle leggi che cambiano per chi alleva i maiale e produce insaccati con lo scopo di venderli". 

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