Valdagno, nomadi arrestati per furti: uno era stato ferito da Ermes Mattielli

I carabinieri di Valdagno hanno arrestato due nomadi, padre e figlio, per una serie di furti avvenuti nelle baite dell'alta Valle dell'Agno. Il più giovane venne coinvolto dalla sparatoria al deposito di rottami del defunto Ermes Mattielli

Ermes Mattielli e l'auto utilizzata dai ladri

Domenica sera, i carabinieri li aspettavano all'uscita della baita appena svaligiata: è stato l'ultimo colpo di quella che potrebbe essere una lunga lista di furti. Padre e figlio, rispettivamente E.C. 56anni e C.C, 31 anni, si erano specializzati nel colpire le abitazioni di montagna tra Valdagno, Trissino e Recoaro. Entrambi hanno molti precedenti, il più giovane era uno dei due nomadi che tentò di rubare in casa di Ermes Mattielli, e venne ferito durante la sparatoria. 

 A bordo di una panda rossa 4x4  i due partivano dal campo nomadi di Santorso dove abitano per raggiungere le case isolate di montagna  che, nell'ultimo anno, erano diventate il loro bersaglio preferito. L'auto era stata più volte segnalata dai residenti delle zone in cui i furti sono avvenuti. Tenuta sotto controllo, i carabinieri di Valdagno e Recoaro hanno chiuso il cerchio e li hanno arrestati in flagranza di reato a Nogarole. Sotto gli occhi dei militari, padre e figlio hanno prima tagliato la recinzione della baita che avevano puntato e con un piccone hanno forzato la porta della rimessa, rubando un tagliaerba del valore di duemila euro. Gli uomini dell'Arma hanno atteso che la coppia di ladri caricasse la refurtiva in macchina e poi li hanno fermati sulla strada di ritorno. Lunedì entrambi verrano processati.  

Nell'ultimo anno sono state circa 25 le baite colpite dai ladri, ma non tutti i furti sono al momento riconducibili ai due ladri.  Le abitazioni di montagna spesso non hanno antifurti o sistemi di videosorveglianza, per questo, al momento, sarebbe difficile stabilire con certezza in quali casi siano stati i due ad agire. Il 31enne, però, è coinvolto almeno in un'altra effrazione. Sarebbe stato immortalato da una foto, mentre entrava in una baita visitata dai ladri qualche mese fa, a Recoaro.  Addosso aveva lo stesso piumino nero utilizzato nel colpo di domenica sera. 

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