Tragedia di Asiago, spunta un biglietto: «Maledetti»

Spuntano altri elementi sulla morte di Italo e Ubaldina Marzaro per mano della figlia Silvia. Gli inquirenti hanno trovato una scritta e la cintura di un accappatoio al collo della 43enne che soffriva di depressione. Per completare un quadro ancora complesso manca l'esame autoptico sui corpi

«Maledetti». Una sola parola scritta a penna su un foglio di un block notes e trovato nella camera da letto di Silvia Marzaro e la cintura di un accappatoio legata al suo collo. Sono questi  i nuovi dettagli emersi dalle indagini che la sezione investigativa dei carabinieri sta conducendo sul duplice omicidio di Asiago  di Italo Marzaro e Ubaldina Volpato avvenuto (secondo l’ipotesi più accreditata) per mano della figlia che poi si è suicidata. Il quadro completo della tragica vicenda non è però ancora ben definito.

 Le domande sono ancora molte, a partire dalle cause della morte dei due anziani coniugi. Chi è morto per primo? E quali sono le cause del decesso? Qualcuno di loro due è deceduto per cause naturali magari scatenando un raptus nella personalità già fragile della figlia? E ancora: com’è morta Silvia e a chi era indirizzata quella frase?

Molte risposte sono sicuramente legate ai risultati dell’autopsia sui tre corpi che inizierà nel pomeriggio di mercoledì e che stabilirà se le morti sono avvenuto per overdose di psicofarmaci, come ipotizzato. Questo, assieme alla perizia calligrafica sul messaggio, saranno elementi che forniranno maggiore luce sull’accaduto.

L’unica cosa per ora certa è che tutto è avvenuto all’interno della casa solamente tra i genitori e la figlia. Gli investigatori hanno infatti escluso  che altre persone siano coinvolte dato che la porta di ingresso non presentava segni di effrazione ed era chiusa dall’interno.  Italo e Ubaldina sono stati trovati a letto, con le coperte rimboccate, mentre la figlia era stesa sul corridoio con una ferita alla testa probabilmente procurata dalla caduta.

L’appartamento in via Pennar ad Asiago è ancora sotto sequestro, i rilievi all’interno per ora sono terminati ma non è escluso che gli investigatori possano ritornare per ulteriori indagini che possano in qualche modo fare luce soprattutto sul movente che ha spinto Silvia a quel gesto estremo. Un gesto compiuto senza avvisaglie nella notte tra domenica e lunedì e sul quale, per adesso, l’unica spiegazione sembra essere la depressione che da tempo aveva colpito Silvia.

La 43enne, qualche ora prima della tragedia aveva avuto una conversazione via sms con il fidanzato, un fotografo 63enne di Mirano ma, a quanto risulta, si trattava di normali messaggi. È stato proprio l’uomo a dare l’allarme lunedì pomeriggio, preoccupato del fatto che né la fidanzata né i coniugi Marzaro rispondevano al telefono.

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