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Cronaca

Toscani, "veneti ubriaconi" le scuse non arrivano: si va in tribunale "con un'ombra"

La forte affermazione del fotografo a La Zanzara, su Radio 24, non ha solo provocato un polverone ma anche strascichi giudiziari. Dal fotografo non sarebbero arrivate ne' scuse ne' soldi. La vicenda cosi' torna a incamminarsi verso l'ufficio di un magistrato

Saltato il tentativo di conciliazione per dirimere la querelle sulle frasi di Oliviero Toscani sui 'veneti ubriaconi' si torna davanti al giudice di pace. "I veneti? Un popolo di ubriaconi alcolizzati atavici, i nonni, i padri, le madri. Poveretti non e' colpa loro se uno nasce in quel posto, e' un destino": era stato troppo forte quel colpo di flash che Toscani il 2 febbraio scorso aveva fatto scattare a 'La Zanzara' su Radio 24. Subito era partita una forte reazione in Veneto, dai vertici regionali ai semplici cittadini, con tanto di ricorsi davanti a un giudice di pace a Padova. Il primo a sollecitare Toscani a buttare i "negativi" di quelle affermazioni era stato il presidente del Veneto Luca Zaia.

"Chiedo al signor Toscani, che ben conosce la nostra terra dove ha avuto modo di lavorare credo con soddisfazione - aveva detto il governatore - di cogliere l'occasione per scusarsi immediatamente con 5 milioni di veneti". Piu' dura ancora la reazione della procura di Verona che su quelle frasi aveva aperto un fascicolo con il Procuratore capo Mario Giulio Schinaia, poi passato al pm Marco Zenatelli con l'ipotesi di reato di diffamazione. "Lasciamo che la Procura indaghi - aveva risposto Toscani - cosi' si continuera' a ridere perche' quella che ho detto era una battuta". Se la vicenda scaligera sembra destinata all'archiviazione quella che ancora tiene Toscani sul cavalletto e' la querelle a Padova. In questo caso, erano stati cinque padovani nella primavera scorsa a chiedere 5mila euro per danni morali per ingiuria e diffamazione. Un conto salato che il fotografo avrebbe potuto saldare, su richiesta delle parti offese, con pubbliche scuse sui giornali locali. Invece niente da fare. Inutile il tentativo di un avvocato conciliatore di mettere d'accordo le parti. Dal fotografo non sarebbero arrivate ne' scuse ne' soldi. La vicenda cosi' torna a incamminarsi verso l'ufficio di un magistrato. Un percorso che Toscani forse aveva gia' in mente di percorrere visto che a fine aprile lancio' un appello ai veneti "con il senso dell'umorismo" affinche' gli scrivessero via mail la loro solidarieta' da produrre ai giudici.

"Cari amici veneti - aveva scritto allora Toscani - vi sarete accorti che qualche vostro corregionale si e' un po' offeso quando ho definito il vostro 'popolo di ubriaconi atavici'. Adesso mi servono un paio di milioni di voi. Mi servite voi veneti con senso dell'umorismo, con il brio che e' la vostra piu' grande caratteristica, con la ricchezza di spirito che e' la qualita' nella quale si riconosce l'ingegno. A chiunque mi scrivera', zittendo i livorosi, offriro' un'ombra. Doppia". 

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