Tornado nel Veneziano: i vicentini all'opera per la ricostruzione

La regione Veneto si stringe alla popolazione veneziana colpita dal tornado, lo scorso 8 luglio. La testimonianza dei volontari della protezione civile berica

Tornado

Il bilancio della furia, che ha raggiunto i 320 chilometri orari, ha danneggiato circa 500 case, devastato un centinaio di imprese, causando 400 sfollati, una novantina di feriti e un morto.

TORNADO: COME AIUTARE

I volontari della Protezione Civile del vicentino sono impegnati, da giorni, sui luoghi del disastro. Abbiamo raggiunto un esponente del Comitato Volontario Protezione Civile di Montecchio Maggiore, Matteo Fridosio, che in questa intervista ci racconta la sua testimonianza.

Che tipo di aiuti state apportando e di che cosa ha bisogno la popolazione? Attivati nel tardo pomeriggio di giovedì scorso direttamente dal COREM (Centro Operativo Regionale di coordinamento in Emergenza) a partire da venerdì la nostra associazione si è occupata della messa in sicurezza delle coperture delle abitazioni private danneggiate dalla tromba d'aria. In particolare ci stiamo occupando della posa di teli di Nylon e PVC per riparare dalla pioggia quelle abitazioni il cui tetto è stato danneggiato della furia del vento e dai detriti trasportati dalla tromba d'aria. La nostra è stata tra le prime associazioni ad essere state attivate, perché siamo tra le poche in provincia di Vicenza ad avere i mezzi e le abilitazioni necessarie ad operare "in quota". La popolazione in questo momento ha bisogno di non essere lasciata sola da parte delle istituzioni. La sistemazione provvisoria delle case non è ancora terminata e la speranza di tutti coloro che hanno subito danni è quella di avere in breve tempo risposte dall'amministrazione pubblica e di non trovarsi invischiati nella burocrazia per ottenere i primi aiuti economici.

La situazione attuale? Tutti sono al lavoro per sistemare quanto danneggiato dal vento. Privati, aziende, la protezione civile e semplici cittadini che arrivano dai paesi circostanti: tutti danno una mano. Ci sono gruppi di ragazzi che passano casa per casa e non si rifiutano di eseguire compiti umili ma fondamentali come, ad esempio, togliere tutti i pezzi di vetro (grandi anche pochi centimetri) che riempiono giardini ed orti.

In quanti siete e da chi siete coordinati? La nostra associazione ha fornito una squadra di sei persone ogni giorno a partire da venerdì scorso. Tutti erano adeguatamente attrezzati e formati per lavorare sui tetti. Inoltre abbiamo fornito mezzi con gru idraulica e cesta per portare i volontari fino a 13 metri di altezza. Altri volontari rimangonoin sede con il compito di coordinare gli interventi, di mantenere i rapporti con gli enti preposti al soccorso e di provvedere alla manutenzione delle attrezzature che rientrano dagli interventi e che devono essere efficienti e pronte per ripartire il giorno successivo. Il lavoro dei volontari è seguito sul posto dalla protezione civile di Dolo, sotto la regia della sala operativa della Regione del Veneto di Venezia Mestre.

Com'è l'umore? Non ho trovato persone sedute in un angolo a piangersi addosso. Ho visto voglia di lavorare, di tornare alla normalità e gratitudine per tutte le persone che stanno portando aiuto.

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