Tentativo di sequestro di un broker, 48enne vicentino in manette

Arrestati un vicentino e il complice veronese per il tentato sequestro di un broker milanese

Nel corso della mattinata di giovedì, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vicenza hanno proceduto all’arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Brescia, di T.F., veronese, 60enne, imprenditore e M.V., vicentino, 47enne, procacciatore d’affari, responsabili di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione.

I due arrestati sono indiziati di aver pianificato ed organizzato il sequestro di un noto promotore finanziario italiano, milanese di origine ma stabilmente in Svizzera, con l’intenzione di tenerlo segregato per costringerlo ad eseguire delle transazioni finanziarie, estero su estero, di ingenti somme di danaro di provenienza illecita.

L’indagine, coordinata sin dai primi istanti dal Procuratore Aggiunto Sandro Raimondi della DDA di Brescia, prende le mosse da una preliminare acquisizione info-investigativa dei militari della Compagnia di Valdagno, subito sviluppata dai colleghi del Nucleo Investigativo di Vicenza ed inizialmente difficile da accreditare, non risultando chiaramente identificata la vittima designata, individuata solo successivamente in un facoltoso broker finanziario, con il quale negli anni precedenti il veronese aveva intrattenuto rapporti di affari e investimenti.

Il rapimento, programmato nei minimi dettagli dai due, avrebbe dovuto essere attuato il 1° dicembre 2016 nei pressi del casello autostradale di Brescia Centro, dove il broker sarebbe stato attirato con la scusa di un appuntamento di lavoro, per essere invece caricato a forza a bordo di un furgone. I due non avevano escluso ovviamente anche l’uso della violenza, dal momento che avevano previsto l’utilizzo di strumenti quali un teser.

Il tentativo fallì poiché, d’intesa con l’A.G., veniva operato un controllo del mezzo condotto dal vicentino, un Renault Master noleggiato a Vicenza, poco prima che avesse luogo l’agguato, inducendo cosi gli arrestati a posticipare l’esecuzione del progetto criminale .

Vanificato il primo tentativo di rapimento, i carabinieri hanno proseguito incessantemente nell’attività di indagine, riuscendo a delineare i contorni della vicenda, garantendo che il progetto criminoso degli indagati non venisse comunque portato a compimento con modalità diverse. Nel corso delle perquisizioni delegate dall’Autorità Giudiziaria effettuate in concomitanza con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, i militari del Nucleo Investigativo hanno rinvenuto un taser, due ricetrasmittenti ed un manganello telescopico, che si ritiene avrebbero dovuto essere utilizzati per portare a termine il disegno criminoso.

Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti rispettivamente alla Casa Circondariale di Verona e di Vicenza, a disposizione del Giudice che ha emesso i provvedimenti.

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