Tenta di stuprare e strozzare la compagna dopo 15 anni di violenze: arrestato 39enne

Un incubo durato 15 anni per la donna, madre di due figlie, che ha denunciato l’uomo per ben 20 volte, poi ritirate di volta in volta. L’ultimo episodio ha richiesto l’intervento dei carabinieri che hanno applicato la misura dei domiciliari a casa della madre nei confronti del violento

Un incubo infinito, durato ben 15 anni e fatto di violenze e soprusi domestici continui. Jarno Canè, maladense di 39 anni, è stato arrestato martedì dai  carabinieri per atti persecutori e maltrattamento verso i familiari conviventi. L’uomo ha mantenuto una condotta aggressiva nei confronti di B.E., sua compagna 44enne residente a Schio e madre dei suoi due figli dal 2004 quando, già dopo i primi mesi della loro relazione, aveva dimostrato di essere una persona violenta arrivando, dopo diversi litigi, a rompere il naso della donna con un pugno.

15 ANNI DI SOPRUSI 

Da lì e fino al 2014 è stato un susseguirsi di aggressioni che avevano portato la vittima a sporgere circa venti denunce, tutte però ritirate di volta in volta. Dopo l’ennesima aggressione che aveva danneggiato il timpano della vittima, e anche a causa dello stato di tossicodipendenza dell’uomo, lo stesso nel 2017 si era sottoposto ad un percorso terapeutico-riabilitativo in una comunità vicino a Lecce. Al suo ritorno la compagna aveva deciso di accoglierlo nuovamente in casa confidando in un reale cambiamento dei suoi comportamenti.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la pace famigliare è durata fino a maggio 2018 quando, a causa di una crisi depressiva, Canè aveva smesso di lavorare e aveva ripreso le sue condotte violente verso la compagna. Una sera di agosto era arrivato a cacciarla di casa costringendola a dormire in auto e, al suo tentativo di rientrare nell’abitazione, l’aveva malmenata e aveva strattonato anche le figlie minori che stavano tentando di difendere la madre. Nei mesi successivi l’uomo aveva trascorso la maggior parte delle proprie giornate alternandosi tra sonno e manifestazioni di atteggiamenti ossessivo – possessivi nei confronti della vittima. Il momento peggiore si è avuto quando il 4 gennaio aveva colpito al volto la donna perché gli aveva rifiutato un rapporto sessuale, tentando inoltre di strozzarla.

LA DENUNCIA E L'ARRESTO

A quel puntò la compagna ha preso la decisione di denunciare nuovamente l’uomo e si era fatta refertare per le ferite ricevute. I carabinieri di Schio, stante la gravità dei fatti ed il pericolo per l’incolumità della donna, hanno raccolto il più velocemente possibile tutte le prove a supporto delle denunce della stessa, comprese le dichiarazioni dei vicini, richiedendo al gip, d’accordo con la Procura di Vicenza, l’emissione d’urgenza di un provvedimento restrittivo

Nei giorni seguenti, durante l’attesa del provvedimento, i militari sono intervenuti spesso a protezione della vittima, in quanto  l’uomo dapprima si era introdotto furtivamente dentro casa di lei approfittando della sua assenza e mettendo tutto a soqquadro, impedendole poi di entrare una volta tornata presso la sua abitazione, In un’altra occasione l’ha rintracciata, tramite la geolocalizzazione del cellulare, presso l’albergo dove aveva deciso di stare fino all’emissione dell’ordinanza da parte del tribunale di Vicenza.

Nel pomeriggio di ieri, appena giunta l’ordinanza, i Carabinieri hanno provveduto all’immediata notifica a Canè, applicandogli la misura degli arresti domiciliari presso la  casa della madre a Malo.     

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