Vicenza, aria di tempesta in Consiglio comunale, arrivano i no Tav

Rifondazione, No Dal Molin, comitati dei cittadini, in vista del passaggio cruciale in consiglio comunale dello studio di Rfi sull'Alta velocità e capacità ferroviaria, il fronte del "no" si allarga. Previste proteste dentro e fuori il consiglio

Si accendono i riflettori su quella che si preannuncia essere "la partita"del 2015, ossia il passaggio per Vicenza del Tav. Lunedì e martedì il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere del progetto redatto da Rfi e presentato poco prima di Natale. Un voto importante che, in caso di parere positivo del Consiglio, darà il via definitivo all'opera  e a tutta la macchina organizzativa che il passaggio in città dell'alta velocità comporta. Per questo, spira aria di tempesta dentro e fuori la sala BernardaA partire dall'Unesco si allarga e diventa concreto il fronte del No Tav vicentino. 

Rifondazione comunista ha già lanciato la mobilitazione generale, mentre i No Dal Molin hanno convocato una assemblea pubblica in piazza dei Signori durante la discussione in aula Bernarda. Diversi comitati cittadini hanno chiesto di partecipare, come pubblico, alle sedute. Sullo scacchiere, insomma, si stanno posizionando i pezzi prima della battaglia: la posta in gioco è il volto futuro della città ed un pacchetto di lavori da 2 miliardi di euro. 

Secco il comunicato di Rifondazione che non lascia spazio alle trattative: "Il progetto TAV a Vicenza pare assurdo ed insostenibile, perché comporterà costi enormi che nel corso del tempo lieviteranno, come sempre è accaduto, fino a giungere a somme imprevedibili. Assurde nuove colate di cemento che non  rispondono in alcun modo ai bisogni della collettività ma anzi li aggravano. Con questo progetto si snatura il trasporto integrato regionale ed interregionale a vantaggio di un'ipotetica alta velocità, o alta capacità, accrescendo in tal modo un disservizio che grava già pesantemente sull'utenza, disservizio ché si potrebbe eliminare con una diversa politica dei trasporti, da attuarsi semplicemente nel ristrutturare, e recuperare l'esistente che è stato abbandonato e dismesso scientificamente e colpevolmente."

Diverso il punto di vista fino ad ora espresso dalle opposizioni che con in testa l'ex assessore Claudio Cicero hanno sempre considerato il Tav un occasione per la città, ma con un progetto diverso da quello che verrà discusso lunedì 13. 

Il progetto Tav prevede l'abbandono dell'attuale stazione di Vicenza in favore di due nuove fermate, una in zona fiera e l'altra in zona Borgo Berga. Lo scavo di un tunnel proprio sotto Monte Berico e ville prestigiose come quella di Valmarana ai Nani, oltre all'esproprio di 80 edifici tra capannoni industriali e abitazioni. Il costo previsto è di 2,4 miliardi. 

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