Tav a Vicenza, Variati: "21 punti per tutelare il territorio"

Le osservazioni, dopo la presentazione alla commissione territorio di venerdì sera, diventeranno un emendamento che sarà votato lunedì in consiglio comunale insieme all'intero studio di fattibilità

Un lavoro certosino e complesso per tutelare il nostro prezioso territorio. Un pacchetto unico che, una volta approvato dal consiglio comunale, come previsto dal protocollo d'intesa invieremo a Roma per lo sviluppo delle prossime fasi progettuali. Dovranno prendere tutto o niente, e ho buoni motivi per ritenere che prenderanno tutto perché si tratta di osservazioni che chiariscono e migliorano lo studio di fattibilità”. 

TUTTO SULLA TAV A VICENZA

Commenta così il sindaco di Vicenza il documento in 21 punti già condiviso con l'assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Dalla Pozza, il presidente della commissione territorio Eugenio Capitanio e i capigruppo consiliari di maggioranza Sandro Pupillo, Giacomo Possamai e Daniele Guarda che hanno a loro volta sottolineato l'importante lavoro di squadra compiuto in queste settimane per cogliere al meglio l'opportunità di esprimersi sul progetto fin dalle sue prime battute. 

Le osservazioni, dopo la presentazione alla commissione territorio di venerdì sera, diventeranno un emendamento che sarà votato lunedì in consiglio comunale insieme all'intero studio di fattibilità. Fondamentale, nel documento, l'affermazione che “le opere viarie, di trasporto pubblico locale e di messa in sicurezza idraulica connesse agli interventi ferroviari sono da ritenersi parte integrante, sostanziale e imprescindibile del progetto di attraversamento della linea di AV/AC della Città di Vicenza”. 

Decisa anche la posizione dell'amministrazione rispetto al by pass idraulico e viario sotto Monte Berico: “L'ampio dibattito che si è sviluppato su questo argomento – ha detto oggi il sindaco – al netto di alcune strumentalizzazioni che hanno tirato in ballo La Rotonda che nulla c'entra con il progetto, è sintomo di grande sensibilità e attenzione verso i beni storico artistici del nostro territorio. Ma questa amministrazione è da sempre in prima linea rispetto a tali problematiche e infatti abbiamo da subito iniziato ad approfondire con particolare attenzione la proposta del by pass che, peraltro, era già presente nel piano degli interventi della Regione Veneto e nel Pat del Comune. Ora chiediamo di valutare soluzioni progettuali alternative al tunnel, anche distinguendo tra funzioni idrauliche e viabilistiche, a condizione che si perseguano gli obiettivi di soluzione delle criticità idrauliche e di riduzione del traffico privato in città a favore del trasporto pubblico. In ogni caso – ha concluso il sindaco - considerata la rilevanza paesaggistica-storico-culturale del sito, sarà necessario un approccio adeguato sotto i profili della qualità di analisi e di progettazione, a cura di istituzioni universitarie di eccellenza”.

Una specifica osservazione è dedicata poi al futuro dell'area dell'attuale stazione ferroviaria “che - ha precisato Variati - non avrebbe potuto diventare stazione ad alta velocità perché si rivolge a un bacino d'utenza troppo modesto, ma nemmeno trasformarsi in stazione metropolitana, perché non si sarebbe potuto realizzare l'interramento dei binari in tutta la zona ovest, condizione essenziale per creare un percorso preferenziale per il nuovo filobus, né l'efficientamento degli scambi ferroviari garantito dal volano in zona tribunale, né la straordinaria ricucitura della città con il colle”. L'amministrazione comunale, a questo proposito, chiede però che la riqualificazione di quell'area che si affaccia su Campo Marzo venga decisa in fase di sviluppo progettuale, definendo d'intesa con il Comune, le destinazioni ammesse per gli attuali volumi.
Il Comune, ancora, chiede con una specifica osservazione di essere coinvolto nel processo di definizione architettonica delle nuove stazioni, che andranno realizzate con tecnologie ecocompatibili e ad alta efficienza energetica, utilizzando il teleriscaldamento in zona tribunale e i “tetti verdi” in fiera.

Una serie di osservazioni punta poi a superare le cesure generate dalla nuova infrastruttura per garantire la mobilità cittadina, compresa quella ciclabile e pedonale. Particolarmente corposa, infine, è l'osservazione con la quale si chiede il contenimento degli espropri e garanzie sulle tempistiche relative all'erogazione degli indennizzi da prevedere anche per i danni indiretti.

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Studio di Fattibilità relativo all’attraversamento del territorio vicentino della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova redatto da RFI SpA


OSSERVAZIONI DI GIUNTA E MAGGIORANZA

Il Consiglio Comunale, richiamato il Protocollo d'Intesa sottoscritto in data 29 luglio 2014, nell'esprimere il proprio parere allo studio di fattibilità relativo all'attraversamento del territorio del Comune di Vicenza della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità, ritiene necessario formulare le seguenti osservazioni per lo sviluppo delle successive fasi progettuali: 

1) Le opere viarie, di trasporto pubblico locale e di messa in sicurezza idraulica connesse agli interventi ferroviari sono da ritenersi parte integrante, sostanziale e imprescindibile del progetto di attraversamento della linea di AV/AC della Città di Vicenza;

2) Si ritiene necessario valutare soluzioni progettuali alternative rispetto alla realizzazione in galleria del by pass idraulico, già previsto nel Piano degli Interventi della Regione Veneto, e del by pass stradale, già indicato nel vigente Piano di Assetto del Territorio del Comune di Vicenza.
Le alternative progettuali, anche distinguendo le funzioni idrauliche e viarie, dovranno comunque perseguire i seguenti obbiettivi:
- risolvere le criticità idrauliche nei luoghi interessati dalla realizzazione delle opere infrastrutturali del progetto di AV/AC e opere connesse;
- raggiungere gli obiettivi di riduzione del traffico privato a favore della velocizzazione del TPL, in particolare per la realizzazione del sistema filoviario.
     In ogni caso le opere per la messa in sicurezza idraulica e per la mobilità dovranno avvenire solo previa esclusione di danni, con particolare riguardo ai beni di interesse storico-culturale. 
   Considerata la rilevanza paesaggistica-storico-culturale del sito, si richiede un approccio adeguato sotto i profili della qualità di analisi e di progettazione. Nella redazione del progetto definitivo e nel processo di VIA dette attività di progettazione, analisi e valutazione dovranno essere svolte a cura di istituzioni universitarie di eccellenza per i profili tematici interessati (geologia, geotecnica, tecniche di realizzazione di gallerie, impatti ambientali, incidenza sull'assetto idrogeologico, conservazione dei beni architettonici, ecc.).

3) In considerazione delle molteplici interferenze tra le infrastrutture di progetto e il contesto insediativo interessato, risulta necessario avviare un censimento e un monitoraggio sullo stato di consistenza dei beni monumentali, insediativi, impiantistici e infrastrutturali, al fine di prevedere la messa in sicurezza preventiva dei beni interessati dalla cantierizzazione delle opere da realizzare e il monitoraggio continuativo durante le diverse fasi di lavorazione e nella successiva fase di assestamento.

4) Si richiede di individuare soluzioni progettuali migliorative, con particolare riferimento agli aspetti di inserimento paesaggistico,  per il collegamento viario tra la “Gronda Sud”, Viale Fusinato e Piazzale X Giugno/Viale del Risorgimento.


5) In riferimento agli impatti derivanti dal rumore e vibrazioni dovrà essere garantita l'efficacia delle barriere ferroviarie e stradali rispetto ai ricettori, anche con riferimento alla loro dislocazione altimetrica. Particolare attenzione dovrà essere posta ai siti sensibili. Dovranno essere adottate le BAT (migliori tecnologie disponibili) al fine di eliminare le vibrazioni negli edifici posti in aderenza o nelle vicinanze delle nuove infrastrutture ferroviarie e stradali. 

6) Nell'area dell'ambito ferroviario circostante l'attuale stazione, destinato a completa dismissione delle funzioni strumentali, lo Studio di Fattibilità prevede (Elaborato opere connesse n. 016) la realizzazione di infrastrutture per la mobilità e, con unica e omogenea campitura, di aree a verde al fine della riqualificazione ambientale e dell'integrazione di tale ambito con il limitrofo Campo Marzo e con le aree di interesse ambientale collocate lungo il Retrone.
In fase di sviluppo progettuale dovranno conseguentemente e coerentemente essere meglio definite le modalità per procedere a detta riqualificazione, definendo, d’intesa con l’Amministrazione Comunale, le destinazioni ammesse per gli attuali volumi al fine di perseguire la migliore integrazione urbana.

7) Inserimento urbano, architettonico e ambientale delle stazioni: si ritiene che la progettazione architettonica delle nuove stazioni dovrà essere oggetto di particolari attenzioni in quanto, oltre a garantire la funzionalità, dovrà essere garantito un inserimento architettonico-paesaggistico coerente e in armonia con i valori tutelati anche dalla limitrofa Buffer Zone UNESCO. A tale fine si chiede che il Comune di Vicenza sia coinvolto nel processo per la definizione architettonica delle future stazioni.
Dovranno essere approfonditi gli aspetti di inserimento urbano delle nuove infrastrutture al fine di prevenire situazioni di degrado e favorire l'integrazione con il contesto di riferimento.
Entrambi gli edifici da destinarsi a stazione, dovranno essere realizzati con tecnologie ecocompatibili e ad alta efficienza energetica, che utilizzino materiali e sistemi atti a limitare il consumo energetico. In particolare per la Stazione Tribunale, si chiede sia prevista la costruzione di un edificio a emissioni zero, sfruttando il collegamento al teleriscaldamento.
Per la Stazione Fiera dovrà essere valutato il ricorso ai “tetti verdi” e altri sistemi atti a ridurre le così dette “isole di calore”.

8) Considerato che l’approvazione del progetto definitivo in CIPE comporta anche la variante degli strumenti urbanistici per la localizzazione dell'opera, si ritiene che tale variante localizzativa debba comprendere anche le modifiche dello strumento urbanistico necessarie per la completa e organica attuazione del progetto stesso, comprese le varianti che il Comune indicherà per la gestione delle procedure di esproprio, per la delocalizzazione delle aziende interferite e per l'attuazione del progetto stesso.

9) Con riferimento alle previsioni di esercizio ferroviario previsto, è necessario perseguire l'obiettivo che i quattro binari possano servire tutto il traffico ferroviario circolante nel nodo di Vicenza, con il ricorso a soluzioni tecnologiche (deviate, elettrificazione e segnalamento) che garantiscano la completa banalizzazione d'uso dei binari, al fine di evitare ogni specializzazione di circolazione e di non costituire vincoli per lo sviluppo del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale.

10) Nell'ambito dello sviluppo del progetto definitivo dalla Nuova Stazione Tribunale verso Grisignano, si dovranno approfondire adeguatamente le soluzioni progettuali delle opere connesse necessarie a garantire e implementare i collegamenti a servizio della mobilità cittadina interferita dalla realizzazione del quadruplicamento ferroviario. Si evidenzia in particolare il nodo del cavalcaferrovia di Cà Balbi, dove è necessario prevedere un’alternativa di percorso (connessione con Via Martiri delle Foibe) per consentire l'intervento previsto di rifacimento del cavalcaferrovia stesso.

11) Dovranno essere superate le cesure generate dalle infrastrutture ferroviarie di progetto, garantendo la permeabilità ciclabile, pedonale e gli obiettivi di ricucitura urbana, con particolare riferimento a:
- Eliminazione Cavalcaferrovia Ferretto de’ Ferretti con realizzazione di un nuovo sottopasso ciclo pedonale;
- Eliminazione dell'esistente struttura e realizzazione di un nuovo percorso ciclo pedonale allargato in Via D’Annunzio;
Eliminazione dell'esistente struttura e realizzazione di una nuova connessione tra Strada Paradiso e Strada di Ca’ Balbi;
Adeguamento dei sottopassi esistenti lungo tutto il tracciato ferroviario oggetto di intervento;
La possibilità di realizzare tratti di viabilità ciclabile sui sedimi ferroviari dismessi e su quelli non più funzionali all'esercizio ferroviario.
 
Inoltre al fine di migliorare le funzionalità dell'esercizio ferroviario del nodo di Vicenza anche in caso di circolazione perturbata e in coerenza con le funzioni del “volano ferroviario”, si chiede di valutare progettualmente l'eliminazione del passaggio a livello di Anconetta mediante la realizzazione delle opere sostitutive. 

12) Dovrà essere garantito lo sviluppo dell'operatività ferroviaria per il trasporto merci a servizio delle attività produttive esistenti e attualmente “raccordate” (tra le quali Scalo Messina, O.G.R. e le acciaierie). Si chiede di approfondire ulteriormente la possibilità:
di soddisfare la richiesta della Committenza Funzionale relativamente al fascio di binari di presa e consegna a servizio del raccordo Acciaierie per il corretto approvvigionamento delle Acciaierie stesse;
di potenziare e migliorare le modalità di servizio agli impianti O.G.R. e Scalo Messina, in vista di uno sviluppo produttivo delle aziende interessate, anche valutando l'inserimento di un binario aggiuntivo per la manovra di retrocessione dei convogli destinati o provenienti ai/dai citati impianti produttivi, finalizzata all'inversione di marcia e all'impegno degli scambi a loro dedicati.

13) Nelle nuove stazioni (Fiera e Tribunale) è necessario approfondire l'organizzazione e il dimensionamento degli spazi in progettazione al fine di ottimizzare gli aspetti intermodali legati alla mobilità urbana ed extraurbana. Per la Stazione Fiera non risultano essere previsti adeguati spazi per gli utenti del trasporto urbano ed extraurbano (FTV, taxi, TPL e biciclette). Per la Stazione Tribunale, oltre a garantire almeno l’attuale capacità di sosta del parcheggio di interscambio esistente, dovrà essere previsto uno spazio di intermodalità con il trasporto extraurbano, urbano e uno spazio per bicipark.

14) In riferimento agli interventi previsti a Vicenza Ovest, sia in fase di cantiere che di assetto definitivo dovrà essere garantita la completa continuità funzionale del quartiere fieristico e un adeguato studio sull’accessibilità veicolare e pedonale atta ad evitare interferenze tra le attività fieristiche e ferroviarie con particolare riguardo al tema della sosta.

15) In riferimento al progetto della filovia, è necessario che sia condotta un'analisi comparativa tra i diversi tipi di “sistema filobus”, in base alla quale il Comune di Vicenza sceglierà la soluzione da inserire nel progetto definitivo. Dovranno essere in particolare sviluppate le caratteristiche prestazionali relative alle fermate, all'avvicinamento in banchina, alle tecnologie di trazione elettrica/mista, alle infrastrutturazione viaria, al comfort a bordo dei veicoli, all'accessibilità per tutti, all'estetica del sistema filoviario in grado di caratterizzare il nuovo sistema di trasporto quale componente nodale, innovativa e attrattiva per la mobilità urbana. Si richiede inoltre che la nuova filovia venga progettata e sviluppata, anche in previsione della gara, come sistema unico e coordinato di veicolo-impiantistica-infrastrutturazione stradale tale da ottimizzare le potenzialità del veicolo prescelto in funzione della trasformabilità del contesto stradale interessato. Particolare attenzione andrà posta alla compatibilizzazione tra supporti della linea di alimentazione elettrica e della pubblica illuminazione. 

16) Si ritiene necessario che la redazione del progetto definitivo sia preceduta da aggiornamenti degli studi di traffico e di trasporto pubblico relativi alle modifiche del sistema della mobilità indotti dall'AV/AC e opere connesse.

17) Si chiede di verificare la possibilità di procedere alla copertura carrabile della trincea ferroviaria di Viale Risorgimento e dell'ampliamento di Piazzale Fraccon verso est, al fine di mitigare gli effetti derivanti dalle emissioni di rumore e ottimizzare la gestione dei flussi di traffico in superficie (auto, TPL e biciclette).

18) Il progetto interferisce con i più importanti assi viari di Vicenza. Si richiede che la realizzazione delle opere avvenga con fasi che consentano la minimizzazione degli impatti viari. Pertanto si chiede che il coordinamento e la programmazione degli interventi sia effettuata con l'Amministrazione Comunale. In particolare la progettazione e la cantierizzazione delle infrastrutture dovrà essere coordinato con i progetti della nuova tangenziale di Vicenza, sia a est sia ad ovest, in special modo per quanto riguarda il nodo di Cà Balbi. 

19) In fase di redazione del progetto definitivo dovranno essere approfonditi gli aspetti relativi alle ricadute delle opere sull'assetto idrogeologico del territorio, alla fine di evitare e prevenire criticità che dovessero generarsi per la realizzazione di opere nel sottosuolo, in particolare in riferimento ad eventuali interferenze con la falda freatica.
Si evidenzia, inoltre, la necessità di approfondire le interferenze delle opere con i sottoservizi e le reti esistenti, tra le quali si evidenziano: la rete dell'acquedotto di Padova, la rete del teleriscaldamento e la prevista rete a servizio del nuovo depuratore in fase di progettazione da parte di Acque Vicentine.

20) A parità di funzionalità deve essere valutata e garantita, anche mediante modifiche planimetriche delle infrastrutture in progetto, la minimizzazione delle interferenze comportanti espropri.
Al fine di limitare i disagi e consentire l'adozione di misure alternative all'esproprio, dovranno essere puntualmente previste e garantite le tempistiche di erogazione degli indennizzi a favore degli espropriati.
Al fine di garantire un adeguato ristoro anche per danni indiretti generati dall'attuazione del progetto, si dovrà considerare la possibilità di definire modalità di applicazione degli indennizzi in analogia a quanto attuato dalla Regione Veneto in occasione della realizzazione del passante di Mestre.

21) Si rileva che non tutte le basi cartografiche utilizzate per lo Studio di Fattibilità sono aggiornate con il più recente stato dei luoghi e degli immobili interferiti. Dovranno essere effettuati appositi rilievi di dettaglio per aggiornare la rappresentazione dello stato dei luoghi.

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