Aggressione alla troupe di Striscia, minacce al sindaco di Breganze: "Non ha colpa"

Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del Partito animalista europeo, ha espresso la sua solidarietà a Silvia Covolo, sindaco di Breganze, Vicenza, il comune in cui si trova il centro di addestramento oggetto dell'inchiesta di Striscia la Notizia: "Non sapeva nulla"

"Desidero esprimere la mia più totale vicinanza e solidarietà al sindaco di Breganze  Silvia Covolo per i continui insulti che la stessa continua a ricevere nella casella di posta elettronica del comune da parte di cittadini che si sono indignati dopo aver visto il servizio di Striscia la Notizia sull'uso di collari elettrici su cani in un allevamento presente nel comune di Breganze e che le hanno attribuito la totale responsabilità per quanto accaduto, accusandola di disinteressarsi della tutela degli animali nel suo territorio". L'AGGRESSIONE A STRISCIA

Enrico Rizzi, coordinatore del Partito animalista europeo, si schiera al fianco del sindaco, dopo aver ricevuto una richiesta di aiuto dalla stessa, subito dopo l'eisodio: "Pur comprendendo la loro giusta rabbia ed indignazione contro questi episodi di assurda violenza perpetrata nei confronti degli animali e degli esseri umani, questi cittadini sbagliano di grosso nel dare la colpa al primo cittadino che fin da subito ha preso le distanze dai responsabili definendoli barbari ed incivili - prosegue Rizzi -  Il primo cittadino ha giustamente specificato che non è stato possibile intervenire prima poichè nessuna segnalazione era mai giunta in comune su probabili maltrattamenti perpetrati agli animali ed inoltre l'allevamento denunciato da Striscia la Notizia è completamente isolato nelle campagne".

"Subito dopo il servizio del tg satirico, sono stato persolamente contattato telefonicamente dal sindaco ed ho sentito una persona davvero dispiaciuta per quanto successo. La stessa mi ha garantito che verranno intensificati al massimo i controlli da parte della polizia locale affinchè simili episodi, puniti con l'arresto fino a due anni dal nostro ordinamento giuridico, non accadano più. Inoltre, proprio in una telefonata intercorsa oggi, le ho consigliato di costituirsi parte civile nell'istaurando procedimento penale al fine di ottenere un giusto risarcimento dei danni morali subiti - è la conclusione - Mi auguro quindi che gli italiani non scarichino più la loro rabbia su chi effettivamente, proprio questa volta, colpa no ne ha. Fortunatamente, non tutti i politici sono fatti della stessa materia".

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