Perbene, cattolici e legati alla famiglia: il dominio nigeriano della droga

A partire dal caso della atroce morte di Desirèe Mariottini, ecco la mappa delle zone di spaccio, dalle contrade centro storico alle "case del buco". Il monopolio è in mano alla estesa rete della mafia nigeriana e dell'organizzazione terroristica jihadista Boko Haram

Una scena di spaccio (Today)

La cronaca nera è fatta di attimi e di sostanza. Può essere volatile come un soffio di vento e lasciare poche e confuse tracce nella mente del lettore. Oppure può essere qualcosa che rimane per sempre, come immagine stessa di un reato specifico. È il caso di Desirée Mariottini, la sedicenne drogata, violentata e uccisa in uno stabile abbandonato dentro al quartiere di San Lorenzo a Roma. Un dramma che ha lasciato negli occhi dei telespettatori immagini di estremo degrado e la consapevolezza che fatti del genere possono accadere in qualsiasi parte d’Italia.

A fare da collante a ogni longitudine dello stivale non è solo la droga, che viene spacciata senza nessuna remora a ragazzini e ragazzine di ogni età, ma anche i luoghi del “buco”. Stabili fatiscenti e abbandonati, ritrovo di tossici, senzatetto e pusher stessi che invece di vendere in strada si nascondono in queste piazze di spaccio dove, celare lo stupefacente, è più facile. Materassi luridi, siringhe, lacci emostatici, macchie di sangue schizzate sui muri, cucchiaini e stracci di ogni tipo sono i leit motiv di questi rifugi della disperazione.

Ma nella città del Palladio è così diversa la situazione rispetto alla Capitale?

Esistono queste “scenografie alla Cristiana F.” dove giovani e meno giovani vanno a cercare la discrezione del “buco”? Dove trovare i pusher pronti a vendere ogni tipo di droga, dall’eroina allo speedball (cocaina ed eroina insieme), dalla marijuana all’hashish?

La droga "nigeriana"

Come illustrato in un precedente articolo, lo spaccio a Vicenza è organizzato in modi diversi che differenziano anche per il genere di clientela: c’è la vendita di cocaina dentro e fuori alcuni locali del centro della città, per lo più fatta da giovani pusher albanesi. La zona è quella di piazza delle Poste e piazzetta Palladio, nel cuore della movida vicentina. La droga che viene smerciata è quella “nigeriana” visto i prezzi troppo concorrenziali con la cocaina che viene dai Balcani. Il fatto che lo spaccio sia organizzato dagli albanesi è solo in virtù della “mimetizzazione” che riescono ad avere rispetto ai nigeriani. Veri monopolisti della droga nel vicentino. È in questo contesto che è utile sapere alcune cose su chi effettivamente detiene il commercio di stupefacenti a Vicenza.

Dalla cocaina all’eroina, dall’hashish alla marijuana il controllo è nelle mani della mafia nigeriana e di Boko Haram, organizzazione terroristica jihadista tra le più cruenti. Nella città del Palladio, per alcuni anni c’è stata una guerra sotterranea fatta di risse e accoltellamenti proprio in virtù del controllo dello spaccio a Vicenza. A farne le spese le organizzazioni nordafricane che hanno lasciato la piazza ai nigeriani.

L'identikit dei pusher

Le caratteristiche dei nuovi pusher differiscono molto dal comportamento che avevano gli spacciatori di origine marocchina o tunisina. Innanzitutto sono molto discreti nella loro “attività”. Se i nordafricani erano riconoscibili per abbigliamenti costosi e sopra le righe, i nigeriani sono in maggior parte anonimi e modesti nell’abbigliamento. Non hanno catene d’oro e girano con biciclette vecchie ma regolarmente comprate, come i cellulari. Hanno orari prestabiliti e dopo le venti il loro “turno di morte finisce”. Sono molto legati alla famiglia e dall’ora di cena non rispondono al telefono, vero volano dei loro affari. È nella fidelizzazione del loro “cliente” che puntano e meglio di un pusher che arriva “a chiamata”, non c’è. Non lavorano la domenica, che passano andando a Messa e poi a scommettere sulle partite di calcio. Un po’ per loro passione e un po’ per lavare i soldi dello spaccio stesso.

A mandarli in Italia sono le organizzazioni criminali nigeriane che si sono ramificate in tutto il mondo, creando un cartello di distribuzione potentissimo. Loro pagano il ticket di viaggio a questi migranti, tenendo in ostaggio parenti e amici, con la minaccia di ucciderli se entro tre mesi non avranno ripagato il debito del ticket. Diverso il ruolo delle donne. Molte infatti vengono usate non solo per la prostituzione ma anche come “ovulatrici” per portare eroina e cocaina.

Le droghe

Ma che qualità di droga gira nelle strade di Vicenza? Quanto letale è ogni dose che si inietta, che fuma o che sniffa un vicentino? La cocaina è al 90% chimica, una qualità del prodotto molto bassa che viene venduta con ricarichi del 100% e più. La marijuana, sempre a monopolio africano, proviene dal “caporalato” nigeriano nel sud Italia e la trattano a 150 euro per 50 grammi.

È però l’eroina gialla il vero incubo che, da alcuni anni, miete vittime in tutto il Veneto. Oltre alla chimica da taglio che viene usata solitamente per le normali dosi di stupefacente, l’eroina gialla, ha una particolarità in più che in molti casi può essere letale. È l’ormai famoso Fentanyl, un potente analgesico che viene usato durante la “mescola” dell’eroina con un quantitativo di 0,05 grammi per grammo di stupefacente. Una quantità ridottissima ma che basta, in alcune situazioni, ad uccidere una persona. La qualità della sostanza è talmente pessima che, rispetto alla “brown sugar” che scaldandola si trasformava in una sostanza caramellosa, questa è talmente piena di sostanze chimiche che quando si scalda evapora. I pusher nigeriani la comprano a palline da 10 grammi, che pagano dai 4 ai 6 euro l’una ai loro grossisti. Merce che, per piccoli quantitativi, riescono ad averla in conto vendita. Diverso il discorso quando di parla di scorte più corpose. In quel caso il pagamento è rigorosamente in contanti. Su strada, soprattutto ai giovanissimi che hanno meno soldi in tasca, la vendono a microdosi di 0,16-0,18 grammi per 10 euro.

Le piazze di spaccio

Se Campo Marzo è una delle piazze di spaccio a cielo aperto più conosciute dai vicentini, non si può certo dire che sia l’unica. Sebbene siano state chiuse o siano in via di ristrutturazione stabili come l’ex Hotel Europa o l’ex Bowling, veri e propri luoghi “del buco” simili allo stabile dove è morta Desirée Mariottini, altre situazioni si sono sostituite a queste strutture. Troppo pericoloso stare in luoghi simili sempre sotto l’occhio delle forze dell’ordine. È nelle case popolari o in appartamenti, che i pusher affittano con più nuclei familiari, che lo spaccio prolifica.

Da segnalare la zona di San Giorgio vicino al campo da calcio, la zona della Stanga, le panchine vicino alla chiesa di San Giuseppe al Mercato Nuovo e San Pio X. Proprio nel quartiere a ridosso della caserma Ederle, in uno dei palazzi popolari ci sarebbe una delle “strutture organizzate” per il taglio, il confezionamento e lo spaccio della droga. Una sorta di piccola via Anelli a Padova, dove le dosi si scambiano anche con il sesso. Nel mondo della tossicodipendenza non è una novità, purtroppo.

Inoltre decine di pusher girano in bicicletta tutto il giorno. Dalle 9 alle 20, orario continuato.

“L’immigrazione ha portato centinaia e forse migliaia di spacciatori in tutta Italia, più nigeriani vedi in una città e più sai che il prezzo della “roba” è basso. A Vicenza non si vende eroina o cocaina a prezzo più basso, è uguale in tutto il Veneto  E ciò che vendono è merda”.

Frasi di un "cliente" che raccontano più di mille dati, di mille statistiche. La verità è che l’allarme è fortissimo, non solo per giovani e giovanissimi. Questa piaga, che sembrava un ricordo di qualche decennio fa è tornata. E continua a mietere vittime che finiscono in qualche obitorio o in comunità. Senza distinzione sociale o economica. La morte che bussa alla porta ha il volto di un pusher.

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