Sequestro tunnel Pedemontana, nuova ispezione dei finanzieri e il silenzio della Regione

«La Regione si astiene con doverosa cautela in attesa di conoscere maggiori particolari sulla vicenda». È quando rende noto Palazzo Balbi dopo la notifica della procura. Nel frattempo infuria la battaglia politica e la GdF sabato è tornata sul sito

La guardia di finanza nel cantiere di Malo

Continua senza sosta il lavoro della guardia di finanza nel cantiere della Superstrada Pedemontana. Dopo il sequestro della galleria di Malo, lunga 7 chilometri e secondo la procura costruita con materiali inadatti, i finanzieri sono tornati sul sito nella giornata di sabato per mettere i sigilli e per ulteriori sopralluoghi. 

Ne frattempo continuano le indagini degli inquirenti e la vicenda sta causando un polverone sia sui social che a livello politico. I comitati sono pronti a dare battaglia mentre dai consiglieri regionali di opposizione, in particolare Guarda (Lista AMP), Bartelle (Italia In Comune), Ruzzante (Liberi E Uguali) assieme ad Andrea Zanoni (Partito Democratico) hanno presentato un'interrogazione: 

«Dopo lo scioccante comunicato stampa della Giunta regionale, che ieri ci ha informati del terzo sequestro del cantiere della galleria di Malo lungo il percorso della futura Strada Pedemontana Veneta, riteniamo che si debba subito fare chiarezza rispetto ai materiali utilizzati in tutti i cantieri dell'opera. Si tratta secondo noi di una forma di precauzione minima, a garanzia dei lavoratori e dei futuri fruitori, per questo abbiamo depositato un'interrogazione chiedendo alla Giunta regionale quali interventi intenda mettere in campo».

Proprio nel cantiere della galleria di Malo è avvenuto uno dei due infortuni mortali sul lavoro che già purtroppo si sono verificati nell'ambito della SPV.

Il governo della Regione Veneto si astiene invece da ogni commento «con doverosa cautela in attesa di conoscere maggiori particolari sulla vicenda», scrive in una nota di sabato, aggiungendo che, nell'ambito dei poteri di alta vigilanza che spettano alla concedente «la Regione ha già attivato gli strumenti contrattuali a sua disposizione, invitando i collaudatori in corso d'opera ad effettuare un'ulteriore visita al cantiere per compiere gli accertamenti del caso».

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