Sentieri: la mulattiera di Val Goccia a Cismon del Grappa

Meravigliosa escursione che porta dal paese di Cismon alla radura prativa di Col dei Prai da dove si domina tutto il versante nord del monte Grappa, il sottostante lago di Corlo, verso nord le innevate Vette di Feltre, un buon tratto del gran canyon della Valsugana e le propaggini orientali dell'Altopiano di Asiago

Dal centro di Cismon (m.200), piazza vicino al Municipio, infilarsi nel portico che porta subito nel retro delle case dove inizia la mulattiera selciata e in ripida salita tra il fitto bosco.

Dopo un primo tornante la mulattiera dirige decisamente verso l'impressionante parete rocciosa che sovrasta il paese.
Con un percorso incredibile si infila tra l'immane lavagna rocciosa a sinistra e l'inverosimile 'gusela' (=ago) a destra.

La Gusela di val Goccia è una arditissima guglia rocciosa alta 200 metri, con una croce di ferro sull'aerea punta, ben visibile anche dalla statale di fondovalle.

Superato il primo salto roccioso ci si ritrova sul colletto che unisce la gusela alla montagna e dove vi è un caratteristico antico capitello coperto.

Nota: non fare pazzie e non tentare l'invitante salita alla cuspide della gusela per la 'via normale'. La salita è insidiosissima per la presenza di erba scivolosa proprio sopra gli immensi abissi e l'ultimo tratto presenta passaggi da brivido anche per alpinisti in cordata.

Dal capitello vi è un bivio e due possibilità.

A destra si va verso il fondo della val Goccia-Cesilla e per questa si può arrivare fino alla Cima del Grappa (5 ore).
Questo percorso è diventato famoso per gli episodi legati alla I guerra mondiale e alla successiva ritirata austro-ungarica.
Si possono ancora vedere i tubi dell'acquedotto e altri manufatti di servizio al fronte.

A sinistra il sentiero con numerosi tornanti risale i vari salti rocciosi e sbuca nella meravigliosa spalla erbosa dove si trovano alcune casare.

A metà salita, sotto le pareti di un covolo-grottone, si trovano le tracce (vasche scolpite nella roccia) di alcune sepolture di probabile epoca longobarda

I luoghi, e i sentieri, indubbiamente sono stati frequantati fin dalla preistoria, per diventare poi piste di transito romane tra il bassanese e il feltrino, evitando il difficile passaggio paludoso tra i meandri del Canal di Brenta e del Cismon, con postazioni di avvistamento e segnalazione.

Pur con tratti di salita ripida e faticosa, per buona parte a gradini selciati sul genere della più famosa "Calà del Sasso", non vi sono particolari difficoltà e si esce con un colpo d'orizzonte davvero spettacolare a case Costa (m.950), sulla stradina (ora anche asfaltata) che sale da Cismon-Porteghetti per la valle di Corlo e Col Salton.

A questo punto possiamo decidere se ridiscendere a Cismon per un percorso più breve oppure incamminarci alla volta del Col dei Prai e Forcelletto chiudendo un anello molto più ampio e lungo.

Nel primo caso proseguiamo lungamente, verso sud e il fondo della val Cesilla, lungo la strada in leggera salita, dapprima asfaltata poi sterrata al tornante che svolta a sinistra (asfalto) dove invece proseguiamo diritti, fino ad incrociare il sentiero n.13 che scende ripido dal Forcelletto.
Scendiamo lungo il sentiero 13 che ripidamente ci porta al fondo della val Goccia Cesilla sbucando all'ampia mulattiera storica.


Volendo allungare il percorso si può proseguire, tralasciando il sentiero n.13, per la stradina fino al fondo della valle Cesilla, per poi scendere per la mulattiera storica.
Seguendo sempre in discesa la mulattiera, dopo una breve galleria, ritorniamo al Capitello per poi raggiungere Cismon.

Nel secondo caso, da casa Costa (m.950) proseguiamo in ripida salita su sentiero erboso (sempre indicazione Cai n.10) transitando tra le varie case di Col dei Prai (m.1.288), alcune sono molto interessanti dal punto di vista architettonico.
Proseguiamo, per stradine, alla volta di malga Fiabernù e del grande edificio (bar/ristorante) del Forcelletto (m.1.400).

Per il ritorno scendiamo lungo il sentiero Cai n.13 alla volta delle casere Bobo e Lavello, procedendo spesso nella fitta boscaglia con diversi ruderi di case in abbandono, fino a sbucare sulla stradina sterrata tra casa Costa e valle Cesilla.
Un tempo tutta la gobba del Col dei Prai era tenuta a prato e vi erano numerose abitazioni anche permanenti, con una chiesetta e perfino la scuola, a formare una vera e propria borgata.

Dalla stradina proseguiamo in discesa per il sentiero n.13 come descritto per l'anello più breve.

Da Magicoveneto.it

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