Verso l'inizio della scuola: votacci sì, votacci no

Il dibattito viene rispolverato dalla scrittrice bassanese Maria Pia Veladiano sulle pagine di La Repubblica. "In Trentino non si scende sotto il 4, non è pedagogico, ma non si trasforma "magicamente" in un 6"

Secondo Veladiano, un voto inferiore al 4 è inutile

Manca meno di un mese all'inzio dell'anno scolastico ma è ancora tempo di dibattiti balneari su didattica e pedagogia. La scrittrice bassanese Maria Pia Veladiano da il suo contributo dalle pagine di La Repubblica, parlando di voti.

Secondo la seconda classificata al premio Strega 2011, che è anche preside in un istituto del Trentino," i voti sotto il 4 non sono necessari, non fanno bene e possono invece fare male. Inutile lasciarli visto che l’autonomia delle scuole permette altre strade condivise”.

Veladiano difende il "modello trentino": "Non ci sono voti per le singole discipline. A dire che il processo che porta un bambino ad avere gli strumenti per valorizzare le proprie attitudini è meravigliosamente unitario. E non ci sono i voti fino alla terza media. Ci sono giudizi. Articolati ma non bizantini, poche voci che dicono come e cosa è accaduto - scrive -  Vien così meno la tentazione di quella contabilità lineare della valutazione che i ragazzi delle superiori consegnano a volte all’ultima pagina (il valore simbolico degli spazi!) dei loro diari”.

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