Schio, sgominata banda di falsari: truffate decine di persone per migliaia di euro

I carabinieri hanno arrestato G.M., 33enne residente nel Torinese, perchè a capo di una banda di 10 persone, di cui 3 vicentini, che compravano merce con denaro e assegni contraffatti

Immagine di archivio

Usavano banconote e assegni falsi per truffare venditori privati, in modo da evitare il rischio di controlli con i rilevatori presenti in molti negozi. Non solo, nel loro curriculum criminale anche truffe e furti. 

I carabinieri di Schio, dopo una vasta indagine, sono riusciti a sgominare la banda, composta da 11 persone: la mente, un 33enne friulano ma residente nel torinese, G.M., è finito in manette, mentre sono state denunciate altre 10 persone, di cui tre vicentini. Si tratta di HI 26enne originario di Palermo residente a San Bonifacio (VR), VD 36enne di Belfiore (VR), MG originario di Crotone residente a Monteforte d’Aplone (VR), ZI 56enne originario di Palermo domiciliato a Carmagnola (TO), IS 36enne originario di Melito Porto Salvo (RC) residente a Bassano del Grappa, GF 50enne originario Valdagno residente ad Arzignano, CL 38enne orginario e residente a Vicenza, IR 38enne originaria di Melito Porto Salvo (RC) residente a Vicenza, FA 53enne originario di Chiampo residente a Vicenza e CE 33enne originaria di Valdagno residente a Arzignano.

Nel corso delle indagini emergeva un’impressionante serie di attività illecite, anche altamente specializzati nel falsificare assegni circolari tali da trarre in inganno chiunque nonché nel “piazzare” sul mercato banconote false da € 50,00. Le vittime venivano scelte a caso, si trattava di ignari cittadini, molti dei quali a causa della nota crisi economica e finanziaria cercavano di arrivare a fine mese vendendo i loro oggetti attraverso la pubblicazione di annunci su siti specializzati di e-commerce. Gli indagati non erano alla ricerca di un prodotto specifico da trafugare, ma andava bene qualsiasi oggetto, dal telefono cellulare (solitamente Iphone 5) al parquet, al divano, alla console musicale, ecc., l’importante era fare “soldi”.

Si muovevano ed agivano non solo nella provincia berica, ma anche in quelle limitrofe. Quando avevano in sentore di essere sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell'ordine, si spostavano nelle varie regioni del nord. Il modus operandi era semplice ed infallibile. Una volta letto l’annuncio contattavano l’inserzionista e dopo aver carpito la sua fiducia concludevano la trattativa. Pagavano a seconda dei casi con banconote da € 50,00 false se la somma si aggirava intorno ai 500/600 euro, altrimenti con un falso assegno circolare sul quale apponevano di volta in volta, la data, il nome del beneficiario, la somma e qualche volta ne modificavano anche il numero.

Gli stessi indagati, infine, si rendevano responsabili del furto di pelli (183 pelli bovine valore 11.000 euro) in danno di una conceria di Montebello Vicentino, via Dell’Artigianato 7, perpetrato la notte del 28.07.2014.
 

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