Schio, emergenza gelo: Arcadia riapre chiostri e risponde:"La solidarietà va organizzata"

"Il freddo rigido di questi giorni può essere letale per coloro che non hanno un riparo e abbiamo quindi pensato che uno stabile comunale inutilizzato potesse rappresentare una soluzione temporanea quantomeno per i mesi più freddi", spiegano gli attivisti

Martedì sera gli attivisti del Centro Sociale Arcadia hanno riaperto i Chiostri di San Francesco, a Schio con l'intenzione di ripulirli per metterli a disposizione di chi in questi giorni è costretto a passare la notte in strada. Sull'accaduto è intervenuto il primo cittadino scledense Valter Orsi sostenendo che: “A Schio non mancano assolutamente luoghi e strutture per ospitare situazioni di emergenza" e denunciando l'occupazione.

Gli attivisi del Centro Sociale Arcadia hanno quindi voluto dare una loro lettura dei fatti: "Martedì siamo entrati nell’edificio (che al secondo piano ospita l’Accademia Musicale) e abbiamo iniziato la sistemazione del piano terra. Infatti, nonostante questa struttura del ‘400 abbia notevole valore storico e artistico, si trovava in una condizione di totale abbandono e degrado: rifiuti, sporcizia, escrementi di animali e polvere non hanno però intaccato la nostra determinazione a rendere vivo e utile questo luogo".

"La pulizia generale è stata da subito affiancata inoltre da una campagna di raccolta di vestiti pesanti, coperte e beni di prima necessità da distribuire alle persone in difficoltà. - spiegano - I lavori sono proseguiti per l’intera giornata di mercoledì, rendendo vivibile e fruibile lo spazio. Le dichiarazioni del sindaco non si sono fatte attendere: egli ha infatti espresso la sua totale contrarietà all’azione, definendola un atto di speculazione sociale e di architettata platealità. Inoltre egli paventava l’ipotesi che la nostra iniziativa avesse come scopo offrire ospitalità gratuita ai manifestanti No Dal Molin".  

"Alla sera l’amministrazione comunale ha accettato la nostra richiesta di un incontro: qui abbiamo potuto rispondere alle dichiarazioni al limite del ridicolo del primo cittadino, ribadendo il significato dell’iniziativa ed esprimendo il nostro progetto.  Una cosa emerge chiaramente: questa amministrazione non ha la capacità di affiancare e promuovere iniziative socialmente utili promosse dai cittadini".

"La sua volontà di controllare rigorosamente e istituzionalmente tutti gli aspetti della vita sociale della comunità rappresenta un limite - sottolineano - : infatti, se è vero che il comune ha ancora delle potenzialità da mettere in gioco per aiutare coloro che ne hanno bisogno (strutture, servizi di assistenza sanitaria e quant’altro) è vero anche che chiude le porte a coloro che, al di fuori di percorsi istituzionali (ma non per questo incapaci di comunicare e collaborare con i vari enti preposti), cercano di favorire l’accoglienza ed il sostegno alle persone in difficoltà".

"Questo limite dell’amministrazione comunale è evidente - spiegano gli attivisti - : infatti, nonostante il sindaco affermi che a Schio la gestione dei senza fissa dimora sia efficiente e non escluda nessuno, mercoledì sera abbiamo svolto la prima uscita notturna e, grazie anche alla segnalazione di una cittadina, abbiamo distribuito tè caldo e coperte ad alcune persone".

"Rilanciamo quindi la raccolta di indumenti pesanti, coperte e beni di prima necessità con un appuntamento per incontrarci e confrontarci, aperto a tutte le persone, le associazioni e i gruppi solidali del territorio, ai Chiostri di San Francesco in Via Baratto, a Schio, dalle ore 17 in poi di venerdi 20 gennaio. La solidarietà va organizzata".

"Questo rappresenta solamente uno degli esempi dell’emergenza che il nostro territorio sta vivendo - concludono -  in tutta la provincia si registra infatti un’insufficienza di posti letto presso le strutture che seguono i senza fissa dimora. La situazione risulta essere ulteriormente aggravata dalle temperature della stagione che stiamo attraversando: il freddo rigido di questi giorni può essere infatti letale per coloro che non hanno un riparo dove dormire, come purtroppo si è verificato in diversi casi a livello nazionale".

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