Santorso, stupra e picchia la fidanzata per 5 anni: condannato un 33enne

"Piuttosto che far crescere tua figlia tra i cristiani la uccido". È solo una delle ripetute minacce che un tunisino, finito martedì in tribunale, rivolgeva a una 40enne vicentina

L'inferno. Quello in terra, fatto di abusi, soprusi, minacce di morte e persino uno stupro. La tragica avventura di una vicentina del '77 che per ben 5 anni, dal 2011 ad oggi, ha subito reiterate violenze dal fidanzato tunisino 33enne, è finita martedì di fronte al giudice del tribunale di Vicenza.

L'uomo, attualmente detenuto in carcere a Verona, è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione. Il verbale della sentenza riporta la testimonianza di un lustro di tempo vissuto sotto al segno del terrore. La donna, madre di una bambina, veniva ripetutamente aggredita sia fisicamente con percosse su tutto il corpo, che verbalmente. Minacce di morte e coltello alla gola erano all'ordine del giorno.

Il tunisino costringeva la donna a spogliarsi, sotto la minaccia di un'arma, e ad avere rapporti sessuali con lui. In un'occasione l'ha poi legata e pestata fino a causarle la frattura di una costola. Infine, c'erano le minacce: "Puttana, cristiana di m..., uccido te e tua figlia, oggi muori, ti rovino il viso con l'acido, piuttosto che far crescere la bambina tra i cristiani la uccido".

Uno stato di ansia e di sofferenza continuo, che per la donna sembrerebbe essere finito con la decisione del tribunale.

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