Sparatoria a Santorso, il 37enne ha perso un braccio: giallo sul movente

Un dramma famigliare dai lati oscuri e nel quale sono coinvolti anche dei minori. Si aggrava la posizione di Riccardo Crestani che ha sparato due colpi di fucile a un marocchino. L'accusa per ora è di lesioni gravissime. L'uomo, successivamente picchiato a sangue dal figlio, è uscito dalla rianimazione

Una storia dai contorni drammatici e non solo per il fatto già tragico di quei colpi di fucile, sparati nella notte tra sabato e domenica dal quarantenne Riccardo Crestani a distanza ravvicinata contro un marocchino 37enne amico del figlio 18enne Roberto e che a causa del colpo ha perso l'avambraccio. Il movente, prima di tutto, che è ancora al vaglio delle forze dell'ordine e che è scaturito da una lite che si è consumata durante una festa al bar Alpi a Piovene Rocchette, paese nel quale Crestani risiede col figlio di primo letto, la convivente e altri due figli minori, entrambi presenti sulla scena del crimine. 

E poi la reazione di Roberto che, dopo aver disarmato il padre, si è scagliato contro di lui con una furia cieca, picchiandolo fino quasi ad ammazzarlo. Cosa ha portato Crestani a prendere la macchina, recarsi a casa a prendere un fucile per poi rintracciare il 37enne a un distributore e sparargli? E perché quella reazione del figlio - non immediata - dopo i colpi sparati?

UNA NOTTE TRA ALCOL E VIOLENZA

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