DAI LETTORI: "Pubblicità del Mac Donald nel libro di scuola media"

Un genitore ci ha segnalato che in un testo adottato in alcune scuole medie vicentine, "Tecnoidea", è presente un'intera pagina dedicata ai valori nutrizionali del fast food, con tanto di logo

La pagina con il menù di MacDonald

"Nella scuola di mio figlio studiano il menù di Mac Donald a scuola". E' quanto ci ha scritto un nostro lettore che, dopo essere rimasto incuriosito da un articolo sul blog di Bebbe Grillo, ha voluto verificare se il "peculiare" approfondimento facesse parte anche della proposta educativa del suo ragazzo, iscritto alla prima media di una scuola dell'immediata periferia di Vicenza, a Sovizzo. Ha trovato conferma al suo sospetto. Dopo una verifica veloce su internet, il testo risulta essere stato adottato anche da altre scuole in città e provincia.

Il libro è "Tecnoidea", di Ettore Sottas ed Annibale Pinotti, edito dalla Atlas. "A pagina 177, c'è effettivamente una tabella nutrizionale sugli alimenti tipici del fast food ed alcuni suggerimenti su come potersi gustare i manicaretti con la M senza ingrassare. Sono rimasto sconcertato, anche perchè il libro costa più di 20 euro - conclude con una battuta amara - e con gli sponsor potrebbe magari costare un po' meno".

L'esponente del Movimento 5 stelle, autore dell'articolo sul blog, Andrea Losi, va oltre: "Pensavo che la pubblicità nell'editoria scolastica fosse ormai una pratica scorretta archiviata. Nel sito dell'Associazione Italiana Editori, esiste un Codice di Autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo che recita testualmente, a proposito della pubblicità commerciale:
42. L'editore si impegna a non inserire messaggi pubblicitari, né espliciti né redazionali, nei libri e negli altri strumenti didattici di adozione.
43. Sono tuttavia ammessi i messaggi relativi a campagne di pubblica utilità, a libri o ausili didattici multimediali complementari al testo o a libri parascolastici.
44. Nei casi in cui l'esemplificazione di messaggi pubblicitari sia necessaria a fini didattici (per esempio nei capitoli sul linguaggio della pubblicità nei testi di italiano e sulla grafica pubblicitaria nei testi di disegno e istruzione artistica) l'editore si impegna a scegliere esempi di pubblicità adatti all'età dello studente e comunque che non stimolino consumi giovanili
"

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