Profughi, saranno ospiti della Società San Paolo. Giuliari: "La soluzione ottimale"

Già da lunedì pomeriggio saranno trasferiti in via Carducci i 15 stranieri provvisoriamente alloggiati all'hotel Adele. Dal 10 giugno anche gli altri 20 profughi temporaneamente ospitati all'istituto Salvi suniranno al primo gruppo

Saranno tutti ospitati dalla Società San Paolo i 35 profughi accolti dalla città di Vicenza. La soluzione è stata concordata tra il sindaco Achille Variati e il nuovo superiore dei Paolini, don Gabriele Maffina. Gli stranieri occuperanno una palazzina indipendente dove saranno alloggiati in camere da 4 e da 2 letti, tutte dotate di bagno, con ingresso autonomo da viale Ferrarin per interferire il meno possibile con le attività e le iniziative dei 14 religiosi della comunità il cui accesso principale è su via Carducci.

“L’amministrazione comunale – ha detto stamani l’assessore alla famiglia e alla pace Giovanni Giuliari annunciando la soluzione concordata – ringrazia la Società San Paolo. Ci rendiamo conto di averli interpellati in un momento per loro molto delicato, cioè nel cuore del Festival Biblico di cui sono organizzatori e per il quale ospitano persone nella struttura. Per questo meritano un doppio plauso da parte nostra. Anche in questo passaggio, come in tutte le fasi dell’esperienza di accoglienza dei profughi, è il territorio che dimostra nel concreto di saper rispondere all’emergenza, diventando modello per anche per altre realtà. Questa soluzione, del resto, risulta ottimale per l’obiettivo che ci siamo dati di tutela del gruppo e di recupero sociale delle persone che lo compongono”.


“Per noi è un’avventura nuova – ha aggiunto don Gabriele Maffina – perché l’istituto è abituato ad accogliere in questa seconda palazzina visitatori di passaggio, ma non aveva mai attivato ospitalità come questa. Abbiamo aderito dopo aver ascoltato dal sindaco il progetto che ci sta dietro. D’altra parte è una scelta coerente con il nostro impegno a coltivare l’accoglienza e sarebbe stato difficile, come religiosi, non mettere disposizione di un’emergenza spazi disponibili”.


Quanto ai tempi di permanenza, si è ipotizzato un periodo che va da 4 a 7 mesi, durante i quali la congregazione assicurerà l’ospitalità nella sua struttura, mentre la vigilanza sarà affidata ai volontari coordinati dal Comune. Sarà l’amministrazione comunale ad occuparsi della consegna dei pasti che, quando gli stranieri saranno in sede, saranno consumati in un locale vicino alle camere. Si sta pensando anche all’allestimento di uno spazio per la preghiera dei cristiani e dei mussulmani che compongono il gruppo. I profughi dovranno collaborare alla pulizia della palazzina loro riservata.


Durante i mesi di ospitalità, non appena saranno state completate le procedure per la richiesta dello status di rifugiati politici, i 35 stranieri saranno coinvolti in attività socialmente utili e stage con Aim e altri soggetti che aderiranno all’iniziativa.
Non sono previsti altri arrivi di maschi adulti, ma alcuni istituti religiosi della città sono sempre in attesa di dover accogliere donne con bambini secondo le indicazioni della prefettura.

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