Inseguito, entra nel cortile del comando: arrestato "pitone" con 17 dosi di coca in bocca

L'uomo, A.I., nigeriano, 25 anni, gode di un permesso di soggiorno per "protezione sussidiaria" emesso a Roma nel 2017 e valido fino al 2022

Avuta notizia della ripresa dell'attività di spaccio di stupefacenti alla stazione ferroviaria di Schio, dalle ore 11:30 di giovedì mattina, la polizia locale "Alto Vicentino" organizzava un servizio di contrasto.

L'appostamento

In particolare due agenti, muniti di videocamera ad alta risoluzione, si posizionavano sul retro della stazione ferroviaria con il compito di documentare l'attività di spaccio ed avvisare gli altri colleghi posizionati nei punti di accesso alla stazione ferroviaria. Dalle ore 13:30 un giovane con bicicletta cominciava a vagare qua e là per la stazione ferroviaria e le aree adiacenti. Alle 13:43 un uomo si avvicinava al medesimo ed acquistava una pallina di cocaina corrispondendo una banconota da 10 euro. Pochi minuti dopo, anche una donna acquistava una pallina di cocaina, sempre per lo stesso importo.

L'inseguimento

A quel punto si decideva di intervenire e, mentre venivano bloccati i clienti, un agente si avvicinava allo spacciatore, che nel frattempo si era recato sul retro della stazione ferroviaria, precisamente in via Milano, nel tentativo di bloccarlo. Lo spacciatore lasciava cadere la bicicletta e, spintonando violentemente l'agente, si dava alla fuga riattraversando la stazione ferroviaria ed immettendosi in via Pasini, dove veniva inseguito anche da altri agenti.

Fuga nel cortile del comando

A quel punto però lo spacciatore, per quanto giovane e molto veloce, faceva un errore, e cioè entrava nel cortile interno del Comando di Polizia Locale, civico 72 di via Pasini, ove in breve intervenivano altri agenti. Vistosi chiuso, tentava di liberarsi delle palline di cocaina che aveva in bocca, gettandole in un tombino. Però non si trattava di una caditoia o di una roggia, bensi di una presa di areazione dell'antica ghiacchiaia del Convento.

Pertanto venivano immediatamente recuperate, perfettamente integre, 17 palline di cocaina per un peso complessivo lordo di g. 5,897 (circa 0,3 grammi l'una), con ancora la saliva (e relativo DNA) dello spacciatore. Gli acquirenti della cocaina, entrambi identificati nell'immediatezza dei fatti e messi di fronte alle immagini della videocamera, non potevano fare altro che ammettere di avere acquistato dal soggetto una pallina di cocaina a testa, consegnando alla polizia locale la pallina in questione.

L'arresto

Lo spacciatore, identificato in A.I., nato in Nigeria il 04.05.1994, titolare di permesso di soggiorno per "protezione sussidiaria" emesso a Roma nel 2017 e valido fino al 2022, veniva tratto in arresto per spaccio di cocaina e resistenza a pubblico ufficiale. Il medesimo risulta incensurato, anche se a suo carico figurano molteplici controlli presso la stazione ferroviaria di Vicenza. Su disposizione del dott. Angelo Parisi, P.M. di turno, l'arrestato veniva tradotto alla Casa Circondariale di Vicenza in attesa dell'interrogatorio di convalida.

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