Uccise il pitbull annegandolo con pietra al collo: sei mesi di carcere

Il ritrovamento del povero animale avvenne nel marzo dell'anno scorso. Contro A.P., italiano residente a Lusiana Conco, è stato emesso un decreto penale convertito in ammenda da 6.750 euro

Le immagini shock diffuse dall'Enpa

Il 9 marzo 2018 alcuni operai al lavoro presso la cava di Via Astico a Sandrigo rinvenivano ai bordi del vicino laghetto artificiale il corpo affiorato di una giovane femmina di pitbull, in stato di decomposizione. Il cane presentava il cranio deformato; il collo era stretto da una cinghia legata a un grosso sasso, nel tentativo di ostacolarne la riemersione.

Le indagini

Dopo l’impressionante scoperta, ampiamente ripresa dai media, la Procura di Vicenza apriva un fascicolo per il reato di uccisione di animali (art. 544 bis cod. pen.). Le indagini, coordinate dal P.M. dott.ssa Maria Elena Pinna e condotte nei mesi successivi dai Carabinieri di Sandrigo, sono state lunghe e accurate: venivano sentiti i dipendenti e i responsabili della cava; la ricerca del microchip sul corpo del cane – inizialmente negativa – veniva ripetuta con successo grazie a un secondo apparecchio più preciso, che portava all’identificazione dell’animale e del proprietario.

Una relazione richiesta all’U.L.S.S. Veterinaria n. 8 sul comportamento della razza pitbull portava ad escludere un allontanamento volontario del cane, visto il forte legame che la razza crea con il nucleo familiare di appartenenza; venivano monitorati i tabulati telefonici intestati al proprietario, per verificarne gli spostamenti nei giorni precedenti al ritrovamento.

La condanna

Concluse le indagini, su richiesta della Procura il Giudice per le Indagini Preliminari di Vicenza (G.I.P. dott. Massimo Gerace) ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti del proprietario. A.P., italiano residente a Lusiana Conco, è stato condannato a sei mesi di reclusione, sostituiti da una multa di 6.750,00 euro, con pena sospesa. Il decreto penale è divenuto esecutivo nei giorni scorsi.

Dichiara Piera Costa, responsabile LAV Vicenza: “Ringraziamo la Procura di Vicenza, il Comandante dei Carabinieri di Thiene e la Stazione dei Carabinieri di Sandrigo – in particolare il Maresciallo Silvia Parlante – per l’accuratezza e la tenacia con cui sono state condotte le indagini. Anche considerata la sospensione della pena, l’associazione valuterà se procedere con una richiesta civile di risarcimento dei danni, in qualità di parte offesa. Un ringraziamento va anche a Laura Carnevali di A.N.P.A. Thiene – prima associazione allertata e sopraggiunta

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