Pfas: "Abbattimento dei livelli, soprattutto nella "zona rossa"

Grazie a nuovi filtri la Regione mira a abbassare notevolmente i valori delle sostanze inquinanti nell'acqua. Screening programmato su 85mila cittadini

Con l’impiego di nuovi filtri, che sono il risultato di una sperimentazione di eccellenza che ha consentito di stabilire come procedere, nel giro di una decina di giorni gli acquedotti del Veneto interessati dall’inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche potranno erogare acqua con valori al di sotto dei 90 nanogrammi per litro come somma di Pfoa e Pfos (sottotipi della famiglia dei Pfas). Ma nei comuni della cosiddetta “zona rossa” il valore limite per i Pfoa non supererà i 40 nanogrammi/l.

E’ quanto ha detto il direttore generale dell’Arpav Nicola Dell’Acqua nella sua veste di Coordinatore della Commissione “Ambiente e Salute”, organismo che ha assorbito le competenze della “Commissione Tecnica Pfas”, presentando oggi a Palazzo Balbi a Venezia gli ultimi aggiornamenti per quanto riguarda la situazione dei Pfas in Veneto insieme agli assessori regionali all’ambiente e alla sanità.

La commissione

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