Strage di uccelli selvatici lungo le barriere trasparenti della Pedemontana

Lo ricorda il consigliere del PD Zanoni. La Regione rischia una denuncia penale: per l’uccisione di esemplari protetti la legge 157 prevede anche l’arresto da due a otto mesi

Le barriere "assassine"

“Continua la strage di uccelli selvatici lungo le barriere trasparenti della Pedemontana, quanto dovremo aspettare per vedere installati dei semplici adesivi utili a impedire questo massacro?”

A chiederlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente che si era già attivato quasi un anno fa, con un’interrogazione presentata a maggio 2018, a cui la Giunta ha risposto soltanto il 20 marzo scorso.

“Un’interrogazione - ricorda - che fa seguito a una doppia segnalazione della Lipu, il 27 maggio 2016 e il 22 marzo 2018. Nel frattempo non è successo niente e gli uccelli continuano a morire. In questi giorni ho ricevuto nuove foto da più persone, tra cui il responsabile Lipu di Vicenza, visibili anche su Facebook, altre pubblicate da un veterinario della zona, relative a impatti avvenuti in zona Brenta e all’uscita per Nove; su alcuni di questi episodi stanno indagando i carabinieri forestali della Provincia di Vicenza. La Giunta Zaia sta brillando per inefficienza: in aula, due settimane fa, ovvero dopo quasi un anno, l’assessore De Berti mi ha risposto dicendo che sono state messe delle sagome soltanto nelle aree della Rete Natura 2000. Una misura largamente insufficiente e un comportamento doloso: la Regione rischia una denuncia penale, prevista dall’articolo 30 della legge 157/92 sulla tutela della fauna selvatica. Tra gli uccelli morti dopo violentissimi impatti contro le barriere trasparenti della Pedemontana ci sono specie protette come pettirosso, tortora dal collare, passero d’Italia, verzellino, capinera, quaglia, merlo, piccione, rondine e codirosso e altre superprotette a livello internazionale anche dalla Convenzione di Washington come allocco, sparviere e barbagianni. Faccio notare che per l’uccisione di questi ultimi animali la legge 157 prevede anche l’arresto da due a otto mesi”.

“Ho contattato oggi stesso l’assessore Elisa De Berti per metterla a conoscenza della situazione e mi ha garantito che chiederà immediatamente alla dottoressa Elisabetta Pellegrini, dirigente della Struttura di progetto della Pedemontana, di attivarsi con urgenza. Le prime segnalazioni però risalgono al 2016, è stato perso tempo prezioso e numerosi uccelli sono morti: sarebbe bastato applicare subito degli adesivi con la sagoma di un rapace, una spesa davvero irrisoria, a maggior ragione se pensiamo a quanto ammonta il conto totale della Pedemontana a carico dei veneti. Non vorrei essere nei panni dei responsabili, perché se qualcuno fa un esposto alla magistratura ci potrebbe stare anche un procedimento penale per uccisione di fauna protetta e superprotetta. Cosa che già due settimane fa avevo ipotizzato all’assessore a commento dell’insoddisfacente risposta alla mia interrogazione ricevuta durante la seduta del Consiglio regionale”.

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