Lasciò il cadavere della moglie sull'Astico, condanna ad oltre 20 anni

Renzo Dekleva, ex informatore farmaceutico, è stato condannato in rito abbreviato per l'omicidio della moglie Lucia Manca e per la soppressione del suo cadavere

Renzo Dekleva

Vent'anni e sei mesi di carcere. Renzo Dekleva è stato condannato in rito abbreviato stamattina dal gup del tribunale di Venezia per l'omicidio della moglie Lucia Manca, morta il 7 luglio 2011 e lasciata sotto un ponte a Cogollo del Cengio. I tre capi d'imputazione di cui doveva rispondere l'ex informatore farmaceutico, arrestato il 31 gennaio 2012, sono stati dunque tutti riconosciuti: omicidio (18 anni), soppressione di cadavere (2 anni) e falso ideologico (sei mesi), per via della false dichiarazioni fornite ai carabinieri della stazione di Marcon all'indomani della scomparsa della donna). Sarebbe invece caduta l'aggravante dei futili motivi, che avrebbero potuto tradursi in ergastolo per l'imputato.

Dekleva, prima che il giudice si chiudesse in camera di consiglio per circa tre ore, aveva dichiarato all'aula di non avere mai toccato con un dito la moglie fin dal 10 agosto 1974, il giorno in cui la conobbe. Sfidando chiunque a dimostrare il contrario. Ha detto di non aver "mai toccato" le donne, e di non aver "mai usato violenza mai, mai, mai". "Non solo verso le donne - ha aggiunto -, non ho usato mai la violenza verso nessuno e sfido chiunque a sostenere il contrario".

Il giudice ha disposto anche il sequestro dei beni del condannato e il pagamento di 386mila euro di provvisionali. Cinquantamila euro per i parenti più prossimi (la madre, il fratello e la sorella) e 17 mila euro per ognuno degli 8 nipoti. Alla lettura della sentenza erano presenti sia i nipoti di Lucia Manca, cui la donna era attaccatissima, sia il fratello e la sorella.

"Una sentenza equilibrata", hanno dichiarato gli avvocati di parte civile Antonio Bondi e Gabriela Ginzioni. I legali difensori di Renzo Dekleva, invece, avevano chiesto l'assoluzione del loro assistito perché "il fatto non sussiste", puntando anche sul fatto che la causa della morte della bancaria di Marcon, i cui resti furono trovati sotto un viadotto di Cogollo del Cengio, nel Vicentino, il 6 ottobre 2011, non fosse stata dimostrata con certezza. Non hanno voluto commentare, riservandosi di leggere le carte e ricorrere in appello.

La sentenza è stata letta a porte chiuse, dopodiché Dekleva, che ha ascoltato in silenzio senza mai guardare i parenti di Lucia Manca, "assediato" dai giornalisti, si è infilato nella camionetta della polizia senza proferire parola. I parenti della vittima hanno sottolineato come siano state rovinate due famiglie "quella di Renzo - hanno detto - e la nostra, solo che a noi Lucia non verrà mai restituita".

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rubano un'auto e si schiantano, un 14enne alla guida: denunciati due minorenni

  • Violento scontro auto-camion sulla Sp 26: muore una 52enne vicentina

  • Investita sulle strisce: 21enne in Rianimazione

  • Schianto in A4, grave un anziana: miracolati due bimbi di pochi mesi

  • Cade dalla finestra: gravissima una donna

  • Operaio trova l'amante nudo a letto, la moglie lo morde: denunciata per violenza domestica

Torna su
VicenzaToday è in caricamento