Noventa, ricercato per atti persecutori su fratello e cognata: in manette

T.I., 23enne marocchino, con il suo attegiamento persecutorio aveva causato ai famigliari un grave e perdurante stato di ansia e di paura, nonché il fondato timore per l'incolumità propria e dei figli, costringendoli ad alterare le proprie abitudini di vita

Martedì, i carabinieri della stazione di Noventa Vicentina, a seguito articolata attività di indagine, hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, T.I., 23enne marocchino, già residente ad Asigliano Veneto, attualmente senza fissa dimora, irregolare, gravato da numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona ed il patrimonio.

La misura cautelare è stata emessa il 30 settembre scorso dal giudice della Sezione penale del tribunale di Vicenza, Michela Rizzi, quale aggravamento della misura del “divieto di dimora e di avvicinamento alle persone offese”, emessa a novembre del 2015, a seguito di atti persecutori e violazione di domicilio commessi ai danni del fratello e della moglie di quest’ultimo, avvenuti ad Asigliano Veneto da maggio a settembre 2015.

In particolare, il T.I. minacciava e molestava, con condotte reiterate, sia il fratello che la cognata, cagionando loro un grave e perdurante stato di ansia e di paura, nonché il fondato timore per l’incolumità propria e dei figli, costringendoli ad alterare le proprie abitudini di vita. L’arrestato infatti, dopo essere divenuto irregolare sul territorio dello Stato, a seguito del diniego del permesso di soggiorno, ed essere stato allontanato dalla casa del fratello che fino ad allora l’aveva precariamente ospitato, si reintroduceva furtivamente più volte nella stessa abitazione, mediante effrazioni alla porta ed alle finestre, trattenendovisi contro la volontà dei residenti.

Durante la sua permanenza  nell’abitazione del fratello, ha minacciato più volte di morte i familiari, brandendo un paio di forbici, inducendo gli stessi familiari ad abbandonare la casa e trovare rifugio presso parenti. La famiglia era stata quindi costretta a trovare un’ ulteriore abitazione in locazione.

L’arrestato è stato rintracciato martedì dai carabinieri di Noventa Vicentina, a distanza di mesi, nell’abitazione di conoscenti, ignari che fosse ricercato dalle forze dell’ordine.

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