Crimine organizzato: «Attenzione al sistema bancario e ai "colletti bianchi"»

Durante il convegno organizzato sul fenomeno mafioso nel Veneto il presidente della commissione antimafia ha lanciato un allarme preciso invitando a vigilare sugli istituti di credito

Uno screenshot del video dei carabinieri e della GDF

E' passato meno di un giorno dal simposio sulle mafie del Veneto organizzato a Verona e le cronache regionali distillano la notizia della ennesima maxi operazione contro la delinquenza organizzata nel Nordest: in questo caso si parla di 'ndrangheta.

Chiaramente saranno gli inquirenti a fare luce sui motivi che hanno portato le forze dell'ordine coordinate dalla procura antimafia di Venezia a portare a segno l'ennesimo blitz. In questo senso però bisogna valutare con molta attenzione (e bisognerà tornare a farlo più volte) quanto emerso durante il convegno.

Non possono essere sottaciute le parole del capo della procura antimafia veneta Bruno Cherchi che ha più volte ribadito che il fenomeno mafioso nella terra che fu della Serenissima è stato lungamente sottovalutato. E non possono essere dimenticate le parole del presidente della commissione bicamerale antimafia Nicola Morra che ha espresso con decisione la preoccupazione per un territorio in cui la presenza mafiosa, da tempo stabile e non semplice infiltrazione come la vulgata vorrebbe, avviene grazie ad un canale preciso: quello dei colletti bianchi.

Si tratta di una vasta platea tra imprenditori e professionisti che mettono a disposizione il loro expertise e la loro rete di conoscenza tra politica, mondo degli affari e mondo dei notabili: rete all'ombra della quale la presenza mafiosa negli anni non solo è cresciuta ma si è arricchita anche in termini di peso sociale.

In questo quadro Morra, intervistato dalla giornalista Raffaella Calandra di Radio 24 è stato l'unico che ha lanciato un allarme sulle responsabilità del sistema bancario. Società finanziarie e istituti di credito, si sa, sono due dei principali veicoli lungo i quali si muovono i profitti delle attività tipiche delle mafie, stupefacenti in prims. Questo fiume di denaro, per certi versi un flusso perenne, va poi gioco forza re-investito e ri-vestito. Ed è a questo punto che entrano in campo i colletti bianchi. E non è un caso che nella operazione resa nota stamani dagli inquirenti che ha toccato le province di mezzo Veneto, proprio il parterre dei colletti bianchi "a disposizione" avrebbe giocato un ruolo per nulla secondario.

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