Dalle aziende al calcio: l'ex boss della 'ndrangheta racconta Vicenza

Intervista esclusiva a Luigi Bonaventura, dai suoi 18 anni festeggiati nel vicentino mentre faceva “pratica” all’infiltrazione ‘ndranghetista nelle aziende venete, dai rapporti con le altre mafie in terra veneta ai fallimenti della Banca Popolare di Vicenza e del Vicenza Calcio

In Veneto le parole mafia, ‘ndrangheta, camorra sono parole che si pronunciano sempre con un certo distacco. Come se non riguardassero questa terre, queste strade e queste distese di capannoni distribuiti in ogni angolo di questa regione. Invece la storia dice altro e ce lo racconta in questa intervista quello che fu un reggente di una delle cosche di ‘ndrangheta più letali: la Vrenna-Corigliano-Bonaventura. Un capocosca per discendenza che ha avuto il suo battesimo nella “strage di Piazza Pitagora” a Crotone, ad appena 19 anni.

E’ da tempo un collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, uno dei pochissimi e dei primi che hanno rotto il patto mortale con l’organizzazione criminale più potente in Italia, e non solo.  Da una località protetta, dopo anni di silenzio, ha accettato di rilasciare a Vicenza Today un’intervista che spazierà dai suoi 18 anni festeggiati nel vicentino mentre faceva “pratica” all’infiltrazione ‘ndranghetista nelle aziende venete, dai rapporti con le altre mafie in terra veneta ai fallimenti della Banca Popolare di Vicenza e del Vicenza Calcio. Un mondo parallelo quello della criminalità organizzata che è più vicino e presente di ciò che si possa credere.

Nel Veneto “cassaforte” e “lavatrice” di ogni mafia si nascondono i “nuovi soldati del male”, quelli con titoli di studio e master, con uffici suntuosi, con mani che stringono altre mani in morse molte volte peggiori di un calibro di pistola o di un kalashnikov. Sotto l’ombra dei campanili, tra il rumore dei macchinari delle fabbriche, tra le pareti insonorizzate degli uffici, tra le buste chiuse per le offerte di appalto, nelle nostre città, scorre invisibile sangue che viene da lontano. O dai nostri finti paradisi in cui crediamo di vivere

PRIMA PARTE: LA VELOCE CARRIERA DEL BOSS

SECONDA PARTE: LE ATTIVITA' DELLA 'NDRANGHETA A VICENZA

TERZA PARTE: LA "BANCA" E... IL CALCIO

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